eBook - ePub
Controtempo
About this book
Carlo gestisce il suo bar da anni, mattina e sera. Sopraffatto dalla noia e dall'insoddisfazione, decide di attuare un radicale cambiamento nella sua vita. Suo più grande nemico è il sistema che lo circonda. Un sistema che, secondo lui, controlla la sua esistenza ingiustamente con le sue assurde regole Decide di viaggiare. Un viaggio di amore e amicizia, musica, alcol e droghe. Un viaggio introspettivo, visionario e spirituale verso uno dei più antichi ed inspiegabili siti monolitici risalenti alla preistoria, Stonehenge.
Frequently asked questions
Yes, you can cancel anytime from the Subscription tab in your account settings on the Perlego website. Your subscription will stay active until the end of your current billing period. Learn how to cancel your subscription.
No, books cannot be downloaded as external files, such as PDFs, for use outside of Perlego. However, you can download books within the Perlego app for offline reading on mobile or tablet. Learn more here.
Perlego offers two plans: Essential and Complete
- Essential is ideal for learners and professionals who enjoy exploring a wide range of subjects. Access the Essential Library with 800,000+ trusted titles and best-sellers across business, personal growth, and the humanities. Includes unlimited reading time and Standard Read Aloud voice.
- Complete: Perfect for advanced learners and researchers needing full, unrestricted access. Unlock 1.4M+ books across hundreds of subjects, including academic and specialized titles. The Complete Plan also includes advanced features like Premium Read Aloud and Research Assistant.
We are an online textbook subscription service, where you can get access to an entire online library for less than the price of a single book per month. With over 1 million books across 1000+ topics, we’ve got you covered! Learn more here.
Look out for the read-aloud symbol on your next book to see if you can listen to it. The read-aloud tool reads text aloud for you, highlighting the text as it is being read. You can pause it, speed it up and slow it down. Learn more here.
Yes! You can use the Perlego app on both iOS or Android devices to read anytime, anywhere — even offline. Perfect for commutes or when you’re on the go.
Please note we cannot support devices running on iOS 13 and Android 7 or earlier. Learn more about using the app.
Please note we cannot support devices running on iOS 13 and Android 7 or earlier. Learn more about using the app.
Yes, you can access Controtempo by Andrea Vona in PDF and/or ePUB format, as well as other popular books in Literature & Literature General. We have over one million books available in our catalogue for you to explore.
Information
1 - Particolari invisibili.
La lotta è tale solo se si conosce l'avversario. Se s’immagina, o se addirittura s’ignora non c'è lotta, non c'è sfida, ma oppressione. Qualcuno dice che la sta vincendo, questa eterna contesa, ma brancola nel buio, come tutti. Qualcun altro si vanta di essere l'oppressore, ma anch'esso è solo un burattino, e vaga nell'oscurità. Si usano armi. Si mettono serrature alle porte e recinti nelle case. Si piazzano telecamere e microfoni. Si uccidono persone innocenti. L'unica cosa possibile per arrivare a una parvenza di sicurezza personale è comprarla. Così, alla fine, l'avversario, se esiste, diventa sempre più forte.
Le lampade blu facevano pensare a una tarda serata con musica ad alto volume e folle danzanti. Era invece appena sorto il sole. L'alba dei castelli romani era appena passata, e il cielo fuori del bar si era acceso per un giorno ancora.
Il televisore di ultima generazione mandava immagini di surf e onde lontane in alta definizione. La radio, sintonizzata perennemente sui 106,600 di Radio Rock, suonava un arpeggio acustico impresso nel tempo in qualche studio di oltreoceano dai trenta ai quaranta anni fa.
-Anche oggi a fare il servo, vedo.
-Sì… A proposito, tu come hai fatto a conquistare la libertà?- Carlo e Luigi si guardarono per un attimo con una risata.
-Novità dal mondo?- Disse Carlo il barista.
-Nessuna. Solo una cosa, ma non è una novità. Mi sono rotto il cazzo di lavorare.
-Avrai sempre un amico con la tua stessa idea, non te lo scordare mai.
-So che mi capisci.- Disse Luigi. Carlo stava dietro al bancone, a svolgere il suo lavoro quotidiano al bar. A lui non piaceva lavorare, aveva un approccio alla vita molto particolare. Non gli andava a genio nessun lavoro, di nessun tipo, diceva che lavorare equivaleva ad accettare passivamente qualcosa che avesse a che fare con la schiavitù. Non ne era convinto al cento per cento, ma la mente gli cadeva sempre nel concetto di schiavitù.
Luigi faceva il rappresentante di pneumatici, passava tutti i giorni al bar di Carlo, appena fuori il centro del paese in cui vivevano. Erano amici dal tempo della scuola. Era stata nient'altro che una scuola normale, quella. Un diploma di ragioneria da piccoli fatto apposta per diventare soldatini da grandi.
-Dove vai oggi?- Chiese Carlo.
-Verso mare.
-Neanche fosse bel tempo.
-Lavoro. Devo visitare un cliente a Fiumicino.
-Facciamo cambio, vado io, tu rimani qua a fare i caffè.
-Io sono saturo di girare, tu di stare qui dentro, si può fare.- Disse Luigi.
-Non ci accontentiamo mai.
-No, non ci possiamo accontentare.- Luigi lasciò i soldi del caffè sul banco, si alzò il collo della giacca e uscì senza salutare. Si avviò verso la sua macchina nel modo più automatico possibile, fermandosi una decina di minuti come al solito, all'interno dell'abitacolo, poi mise in moto e sparì dalla scena in modo silenzioso.
Carlo rimase da solo, come spesso gli succedeva durante il giorno. Era un grande appassionato di fatti misteriosi, di eventi che non si spiegavano tanto facilmente. Il suo lavoro gli dava modo di documentarsi grazie alle lunghe pause che intercorrevano tra un cliente e un altro. Non faceva altro che leggere documenti, comprare libri e navigare in rete. La cosa che lo affascinava maggiormente era cercare di comprendere la struttura del sistema in cui viveva.
Erano trascorsi molti anni dal giorno in cui conobbe l'uomo che lo iniziò a tali ricerche. Si chiamava Mats. Veniva da un posto impronunciabile del nord Europa e parlava italiano grazie alle sue origini in terra Toscana.
Quella mattina lontana nel tempo era impressa nella memoria di Carlo. Il bar era deserto, a parte loro due. Non capitavano spesso delle persone che non parlassero del clima, del governo ladro o di calcio, così il discorso arrivò a un tale livello di passione e intesa, che l'avventore confidò a Carlo di essere un convinto sostenitore della teoria della cospirazione mondiale. Carlo non aveva idea di cosa significasse, così l'uomo consigliò a Carlo di guardare un video su internet. Il documento si chiamava "I segreti del controllo globale", ancora oggi disponibile in rete. Era niente altro che una ripresa amatoriale di un certo David Icke, all'epoca sconosciuto pazzo visionario, oggi uno dei più famosi e controversi conferenzieri mondiali. Icke se ne andava in giro per la City di Londra in un grigio giorno invernale a descrivere luoghi e simbolismi segreti. Da quel giorno Carlo aveva iniziato a scavare e a studiare, scoprendo le ombre nascoste dietro le versioni che venivano date in pasto al pubblico. Vi erano, secondo Carlo, segreti che rimanevano tali solo perché le masse non volevano accettare la verità, o comunque qualcosa che le fosse somigliante. Più il tempo passava, più Carlo diffidava di qualsiasi cosa fosse ufficiale. Arrivò con gli anni a pensare che l'ufficialità prendeva forma solo dietro convenienza economica.
Il tempo scorreva tranquillo nella cittadina di Carlo, situata a poco più di venti chilometri da Roma. Albano laziale faceva parte della zona dei castelli romani. Era un luogo conosciuto in tutto il mondo, per il fatto che confinava con Castel Gandolfo, residenza estiva del Papa, massimo esponente della cristianità da svariati secoli.
Proprio mentre Carlo era immerso in un documentario sui segreti del Vaticano, ecco arrivare in tutta fretta Mina.
-Ciao Carlo, me lo fai un cappuccino veloce? Devo andare in visita.
-Subito cara, sei in ritardo?
-Se non arrivo entro dieci minuti a Marino mi uccidono.
-A quest'ora in dieci minuti serve l'elicottero.
-Oddio che ridere, ora si che mi hai acceso la giornata.
-Sto giusto guardando un documentario sui tuoi amici del Vaticano.
-Che palle. Pensa a lavorare.- Disse la donna bevendo frettolosamente.
-Ho capito che non ci credi, ma che cavolo vuoi da me!
-Niente.- Carlo la guardava e sorrideva per provocarla un po'. Mina, sua amica, era cresciuta in una famiglia timorata di Dio, e veniva da esperienze da oratorio. Era comunque uno spirito ribelle, una grande appassionata di astronomia, e aveva filtrato molto della sua educazione parrocchiale. Cadeva comunque in contraddizioni molto forti, secondo Carlo, e così nascevano spesso accese discussioni e dispute tra i due.
-Ora non ho tempo, devo andare, ciao Carlo.- Mina era un'infermiera, lavorava in un ospedale di Marino, un comune che distava qualche chilometro da Albano. Arrotondava il suo stipendio con qualche visita privata, ed era a una di quelle visite che probabilmente stava recandosi. Era molto bella, e Carlo stava a guardare i suoi lunghi capelli che disegnavano un semicerchio nello spazio mentre saliva in macchina frettolosamente.
Il giorno fluiva come tutti i suoi gemelli, e il tempo assieme a lui. Il passaggio delle macchine faceva da sottofondo ai suoni della cittadina, così confusionari e assordanti, ma che facevano parte della normalità. Carlo stesso aveva concesso a quei rumori l'onore, o il disonore della familiarità.
Era invece il silenzio a dare fastidio, perché nessuno era più capace di ascoltarlo.
Carlo sentiva il bisogno di andarsene. Gli piaceva il posto in cui viveva, ma sentiva che il mondo era davanti a lui per fare esperienze. Non erano certo vacanze quelle di cui aveva bisogno, erano viaggi. Portava avanti da tempo un lavoro così alienante che cercava uno sbocco, una finestra. Arrangiava in continuazione soluzioni al problema, ma non c'era niente di lavorativo che soddisfacesse tale bisogno.
Venne anche la sera. Al tramonto, sempre se non c'erano clienti, Carlo usciva dal bar e si metteva a guardare un piccolo spicchio di mare, concesso ai suoi occhi dall'urbanizzazione perpetua. Amava la pazienza del Sole nello scendere dietro l'orizzonte, e sapeva bene che laggiù, fino alla spiaggia, era tutto un altro spettacolo.
Chiudeva presto, esausto psicologicamente, se ne andava a casa solo. Abitava vicino, andava a piedi. La strada era sempre la stessa, non cambiava mai. C'erano, in verità, particolari diversi ogni volta. Miliardi di particolari, ma Carlo non poteva accorgersene, era risucchiato nel vortice dell'abitudine, e quella non ammetteva nessuna variazione significativa.
Carlo era disordinato, fosse entrata una donna in casa sua sarebbe fuggita all'istante, e quando aveva un appuntamento doveva passare ore interminabili cercando di nascondere il caos che regnava incontrastato.
Le persone disordinate, dal canto loro, possiedono il talento particolare che nel loro disordine riescono a trovare inspiegabilmente tutto quello di cui hanno bisogno. Quello che faceva girare la testa a Carlo era l'ordine.
Si mise a letto, con la testa al solito satura. La giornata non era stata inutile. Aveva scoperto che in Bolivia, a quattromila metri di quota, vi era un sito misterioso, chiamato Puma Punku. Ne era rimasto così impressionato che si era riposto di approfondire la questione. Accese la tv, cercò un film che potesse conciliagli il sonno. Carlo col silenzio non sapeva dormire. Raggiunse lo stato di coscienza appena precedente a quello della veglia con la consapevolezza che il giorno dopo non sarebbe stata domenica, e c'era una sveglia già pronta a suonare allo stesso modo di un conto alla rovescia autodistruttivo.
2 - Chi sono gli eroi?
Era passato il 21 dicembre 2012 e il mondo, che sembrava volersi augurare l'estinzione di massa già da qualche anno, era ancora lì, vivo e pulsante come era stato fino al 20 di dicembre. Papa Benedetto sedicesimo si era dimesso, giustificandosi con i fedeli di tutto il mondo che non poteva reggere l'impegno per motivi di salute. Il globo si stava occidentalizzando alla velocità della luce, il sistema continuava ad allungare i suoi tentacoli in tutto il pianeta, armandolo prima, provocando disastri e liberandolo poi, impoverendo interi stati e cancellando popolazioni millenarie. Succedeva tutto grazie al lavoro della gente dormiente, inconsapevole. Così Carlo alle sei di mattina, puntuale, era lì ad alzare la saracinesca. Qualche cliente sporadico fino ad un’ora decente, ed ecco arrivare Marco, suo carissimo amico.
-Ciao Mà.- Fuori pioveva a dirotto, e Marco era costretto ad andare a lavoro con lo scooter perché non poteva permettersi due auto. Era divorziato, aveva una figlia con la ex moglie e un bimbo con la nuova compagna, così gran parte delle sue finanze dovevano coprire gli effetti delle sue scelte.
-Chi sono gli eroi?
-Siamo noi gli eroi, quelli veri!- Rispose Marco scrollandosi almeno un litro di acqua da dosso.
-Ho pensato a un altro modo per fuggire.
-Come al solito tuo.
-Stavolta è quello vero.- Carlo parlava dando le spalle all'amico. Puliva la macchina del caffè. Guardava Marco dallo specchio davanti a lui.
-Sentiamo.
-Prendiamo che so, 10000 euro e ce ne andiamo a Las Vegas.
-A fare che?- Chiese Marco vagamente divertito.
-Li puntiamo alla roulette sul rosso e il nero.
-E poi?
-Il metodo martingale, vinciamo!
-Chi minchia ce li dà 10000 euro?
-Io qualcosa ho. In due possiamo arrivarci.- Marco si chinò sul cappuccino deridendo Carlo senza bisogno di parole.
-Oppure senti questa...
-Sbrigati.- Marco guardava l'orologio.
-Mettiamo su una ditta di investigazione privata! Marco era abituato ad un certo tipo di sparate.
-Andiamo in giro e guadagniamo soldi, come nei film. Che dici?- Disse Carlo con un entusiasmo rinnovato.
-Io ti darei un destro quando parli così.- Inveì Marco.
-Mmm… L'ideale sarebbe partire e viaggiare.
-Ecco, quello dovremmo fare. Avere il coraggio di lasciare, e smettere di guadagnare. Io vado, a dopo.- Marco si avviò verso la porta, infilandosi il casco.
-Vai vai, tanto ci pensa il nuovo partito che hai votato a mettere a posto la tua vita. Gli disse ironico Carlo, che era completamente apolitico.
-Il movimento è l'unica soluzione, te ne accorgerai.- Disse Marco.
-Io ti dico che il sistema non lo cambi dalla politica.
-Ma non devi cambiare il sistema, quello è impossibile da cambiare.
-Allora se dici così con te non ci parlo.
-Tu sei il solito metafisico, utopista del cazzo. Parla di cose concrete ogni tanto.
-Io me ne sbatto delle cose concrete.- Disse Carlo alzando un po' la voce.
-Dovremo aprire un grosso bordello, appena la legge ce lo permetterà.- Marco parlava dall'interno del casco.
-Sono colpito dalla tua concretezza.
-Un posto di perdizione, dovremmo aprire.
-Dovremmo viaggiare, invece.
-Ma sì, prendiamo la strada.
-Intanto inizia a prenderla tu, che fai tardi al lavoro, ci vediamo dopo.- Marco se ne andò affrontando una condizione meteo proibitiva. Lavorava in nero per una grossa ditta di service audio video e trascorreva lunghi periodi fuori di casa per gli spettacoli.
Il risultato dei discorsi tra Carlo e Marco era sempre un banco di nebbia, che si diradava in pochi minuti, come se nessuno avesse mai parlato. Si sentivano però stranamente rincuorati dopo le loro fantasticherie, come ad averle veramente vissute, seppur per qualche secondo e per giunta solo nella loro immaginazione.
Ecco arrivare da lontano una musica familiare. Ed ecco la solita Clio fracassata parcheggiare davanti al bar. Dall'abitacolo uscivano le inconfondibili note di "Master of Puppets" dei Metallica. Mario era un intenditore di musica rock, ma la ascoltava a palla con uno stereo ch...
Table of contents
- 1 - Particolari invisibili.
- 2 - Chi sono gli eroi?
- 3 - Anime scontente.
- 4 - È sempre lo stesso istante.
- 5 - Il vuoto non esiste.
- 6 - Il cartello fa rumore.
- 7 - Nebbia.
- 8 - Musica e guerra.
- 9 - Nuvole.
- 10 - Punto di ristoro.
- 11 - Fantasmi.
- 12 - Divisa.
- 13 - Stupefacenti.
- 14 - La mostra.
- 15 - Un sogno.
- 16 - Paura.
- 17 - Strade.
- 18 - Cambio di prospettiva.
- 19 - Justice.
- 20 - Una donna sconosciuta.
- 21 - Il gabbiano.
- 22 - Sciamani.
- 23 - Telecamere.
- 24 - L'ultimo distributore.
- 25 - Stonehenge.
- 26 - Possibilità.
- 27
