Dei vizi e delle virtù
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Dei vizi e delle virtù

About this book

Il racconto, suddiviso nella scansione di brevi brani, raccoglie narrazioni sui vizi capitali antichi e nuovi e sulle antiche e nuove virtù cardinali. Una scrittura di notevole eleganza stilistica, immaginifica e lussureggiante, impreziosita dal dono d'una intensa musicalità. Luoghi del nostro mondo e luoghi della psiche sono riuniti in un impasto linguistico di inconsueta efficacia. (Subhaga Gaetano Failla)

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Information

DEI VIZI E DELLE VIRTÙ
VIZI CAPITALI
IL TEMPO ANTICO
ira
lo sentite, vero? sentite come scalpita impaziente battendo alla porta? si direbbe che ci sia un demonio, dall'altra parte, che abbiano aperto ogni tanica di benzina rimasta e ne sia stato rovesciato il contenuto, che si sia spanto e sia poi filtrato fino nelle commessure più interne dell'assito, fino a conturbare i reticoli dell'impalcato. c'è voluto un grande sforzo, certo, ho dovuto affilare armi e tendere trappole, scavare buche e coprirle di foglie, ma alla fine l'ho chiuso di là, nell'altra stanza. l'ho fatto pur sapendo bene che da allora avrei dovuto usare una mano in meno, camminare con una gamba sola, vedere a metà.
ne conoscevano alla perfezione i tempi sconquassati due di loro: la mia voce e le mie ginocchia. sobbalzava l'una in un sussulto tellurico, quasi dovesse incendiarsi per un improvviso rigurgito di zolfi infernali; fremevano le altre, per indecifrata connessione con quella, e ribolliva l'acqua, bruciavano i paioli.
lo chiusi di là, il senza nome, e da allora ne dovetti contare i passi: avanti e indietro, giorno e notte, pesanti come metallo, irrisolti e grevi come questa cicatrice che sanguina e reclama l'altra metà. a nulla sono serviti i tentativi di fare seccare gli umori sovrapponendo un lembo di pelle all'altro; il giorno continua a non rimarginarsi, e la temperatura non accenna a scendere.
esce luce rossa dalla stanza, quasi purpurea, e le assi del pavimento tremano ancora al ricordo di quel giorno: si schiantarono d'un tratto le porte, e si spalancarono, taglienti come lame, i baratri.
quel pomeriggio ci calpestammo fino a sera, le mani si aggrapparono fino ai margini, quasi a strappare capelli, mentre le esplosioni fumavano scardinanti e il mondo, attorno, si era fatto dello stesso ferro e di un fuoco non dissimile da quello affilato e acerbo della devastazione.
accidia
fluttuavano, in quei giorni, i momenti di silenzio. ma non era silenzio quello in cui vivevamo, o, meglio, trascinavamo le reti dei minuti; era piuttosto l'assenza gelatinosa di appigli che si animava dentro di noi e si appiccicava, con perseverante disordine, alle membrane sottili della volontà.
erano le direzioni confuse a scoraggiarci, ma anche le tante strade, e le nebbie protratte che si addensavano come colla fumosa dentro le vene. erano, i mattini, delle derive incostanti, e nulla valeva davvero la pena; tutto, per noi, fu troppo.
quale che fosse il significato della forza che vedevamo negli altri, non fummo mai capaci di ritrovarlo dentro di noi, se non in forma di congegno inceppato che anche le molle aveva pigre.
era la fine del mondo e noi non lo sapevamo. bevevamo, da giorni che erano ormai vecchi, l'acqua dello scompiglio. fu così che il tempo ci sfuggì di mano, fu così che rimanemmo con i palmi colti dallo stupore; e qualcun altro visse al posto nostro, qualcuno che nell'acqua ebbe l'accortezza di guardare e riuscì a vedere, in lontananza, mattini lucenti.
il giorno non sapeva più da che parte volgersi, ormai. era la fine del mondo, dunque; e noi non ce ne accorgemmo.
lussuria
i rematori si riposavano dall'estenuante pomeriggio nella luce piena della darsena in preda al crepuscolo: le schiene, solcate dalla linea d'ombra che s'insinuava giù fino alle natiche e poi si faceva tensione e vibrava sulle ringhiere dell'argine, si appoggiavano sudate l'una all'altra nei vapori della sera imminente.
i cantinieri parlavano sommessamente tra loro decidendo quale sarebbe stato il vino migliore per me.
cominciav...

Table of contents

  1. Copertina
  2. Copyright
  3. Frontespizio
  4. DEI VIZI E DELLE VIRTÙ
  5. Info autore
  6. Pubblicazioni