Dalla fine dell'Ottocento, il divario economico tra Nord e Sud si è allargato e l'Italia è diventata un paese diviso. Perché il Sud non è sviluppato come il Nord? Partendo dalle condizioni economiche e sociali delle due aree alla data dell'Unità, il volume ne esamina il percorso di sviluppo fino ai nostri giorni. Affronta, poi, le diverse spiegazioni del ritardo meridionale: quella antropologica e genetica, quella socio-culturale e quella istituzionale. Inizialmente aggravato da scelte politiche, il divario Nord-Sud è cresciuto anche per l'azione di forze di mercato: per la peculiare geografia dell'Italia, il Mezzogiorno è diventato un'area economicamente periferica. Oggi, nell'epoca della globalizzazione, il divario sembra accentuarsi.

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History1. Divisi in partenza?
UN INCESSANTE DIBATTITO
Esisteva già un divario economico tra Nord e Sud nel 1861? Se sì, quanto era ampio e quali erano i caratteri? Le risposte a queste domande non soddisfano solo una curiosità accademica. Sono anche utili per spiegare le cause del dualismo che ha caratterizzato lo sviluppo economico italiano. Se, infatti, il divario preesisteva all’Unità, la sua successiva evoluzione potrebbe essere considerata l’esito di un ritardo storicamente radicato del Mezzogiorno e non, invece, un aspetto peculiare del processo di sviluppo nazionale.
Sin dalla fine dell’Ottocento, l’origine del divario tra Nord e Sud è oggetto di dibattito. Pur nella loro diversità, i punti di vista degli studiosi possono essere ricondotti a due tesi principali. Secondo una prima tesi, il Meridione non si trovava, nel 1861, in condizioni di sostanziale arretratezza rispetto al Centro-Nord; le due aree partivano da livelli di sviluppo simili e il divario si manifestò dopo l’unificazione nazionale. Spesso, questa tesi si associa con la deduzione, non necessariamente complementare, che il divario Nord-Sud fu anche una conseguenza dell’unificazione e delle politiche attuate dai governi del Regno d’Italia.
Il più autorevole sostenitore di questa tesi fu certamente Francesco Saverio Nitti. L’esistenza di una questione meridionale – scrisse Nitti nel 1903 – «si basa particolarmente sopra una constatazione: fra l’Italia del Nord e l’Italia del Sud la differenza di condizioni economiche e sociali è assai maggiore che nel 1860 […]. L’Italia del Nord non aveva quasi grande industria nel 1860; in ogni modo non ne aveva più che il Regno delle due Sicilie: da che dipende la differenza attuale?»1. E ancora: «L’unità d’Italia non poteva esser fatta se non con il sacrificio di alcune regioni, soprattutto del Mezzogiorno continentale […]. Il Sud perdé il suo esercito, la sua burocrazia innumerevole e povera: e vide in pochi anni, quando la ricchezza non era cresciuta, crescere smisuratamente le imposte»2.
Secondo Nitti, il Meridione venne gravato dai costi dell’unificazione, mentre il Settentrione ne trasse i principali vantaggi, e ciò causò una divaricazione delle loro condizioni economiche. L’idea ch...
Table of contents
- Cover
- Sinossi
- Profilo biografico dell'autore
- Indicazione di collana
- Colophon
- Dedica
- Introduzione
- 1. Divisi in partenza?
- 2. L’impatto dell’unificazione
- 3. Una nuova geografia economica
- 4. Una lunga divergenza
- 5. Crescita e divari
- 6. Perché il Sud non è sviluppato come il Nord?
- 7. Mezzogiornificazione
- Conclusioni
- Riferimenti bibliografici
- Note
- Correlati
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