The Fight for Greek Sicily
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The Fight for Greek Sicily

Society, Politics, and Landscape

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The Fight for Greek Sicily

Society, Politics, and Landscape

About this book

The island of Sicily was a highly contested area throughout much of its history. Among the first to exert strong influence on its political, cultural, infrastructural, and demographic developments were the two major decentralized civilizations of the first millennium BCE: the Phoenicians and the Greeks. While trade and cultural exchange preceded their permanent presence, it was the colonizing movement that brought territorial competition and political power struggles on the island to a new level. The history of six centuries of colonization is replete with accounts of conflict and warfare that include cross-cultural confrontations, as well as interstate hostilities, domestic conflicts, and government violence. This book is not concerned with realities from the battlefield or questions of military strategy and tactics, but rather offers a broad collection of archaeological case studies and historical essays that analyze how political competition, strategic considerations, and violent encounters substantially affected rural and urban environments, the island's heterogeneous communities, and their social practices. These contributions, originating from a workshop in 2018, combine expertise from the fields of archaeology, ancient history, and philology. The focus on a specific time period and the limited geographic area of Greek Sicily allows for the thorough investigation and discussion of various forms of organized societal violence and their consequences on the developments in society and landscape.

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Information

Publisher
Oxbow Books
Year
2020
eBook ISBN
9781789253573

Chapter 1

Guerre e conflitti nella Sicilia centro-settentrionale tra la metĂ  del VI e la fine del V sec. a.C.: una prospettiva archeologica

Stefano Vassallo

Between the second half of the 6th and the first decades of the 5th century BC, the inhabitants of central Sicily enjoyed a period of extreme prosperity and growth. This was probably due to in intense cultural and economic exchange, but also due to violent conflicts of which there is only little mention of in the sources. Apart from the famous battle of Himera in 480 BC, which was central for the power balance on the entire island, we do not know anything about the confrontations that unsettled the region. Archaeological research of the last decades allows, however, an idea of the motives and the problems connected with competition and armed conflicts in this time and geographical space.
La storia della Sicilia nella fase compresa tra la colonizzazione greca e la conquista romana, come la ricostruiamo dalle fonti scritte, è soprattutto una storia di guerre, battaglie, trattati di pace, scelte politiche contrastanti, ostilità e alleanze. Indubbiamente lo sviluppo sociale, economico e culturale dell’isola è anche il risultato dei conflitti e degli scontri militari di cui resta traccia nella storiografia, tutti furono ugualmente determinanti per la vita dei tanti abitati fioriti tra età arcaica e classica in tutta l’isola. Tuttavia sappiamo bene come le tensioni che sfociano in guerre segnano soltanto momenti, periodi circoscritti tra fasi di vita ben più durature, che caratterizzano le relazioni ordinarie tra comunità e genti diverse; la Sicilia antica non fa certo eccezione a queste dinamiche che segnano l’evolversi di ogni popolo.
Nello sforzo di tratteggiare le tracce dei conflitti nell’isola tra età tardo arcaica e classica in relazione soprattutto e principalmente al riscontro dei dati di scavo, va premesso che dal punto di vista archeologico non sempre è facile riconoscere i segni delle guerre e ancor di più metterli in relazione con fatti ricordati dagli storici. Gli strati di distruzione che frequentemente individuiamo nelle stratigrafie possono, infatti, avere molteplici spiegazioni: eventi naturali, terremoti, incendi, pertanto, l’esperienza maturata nei cantieri di scavo suggerisce sempre molta prudenza nell’attribuire queste tracce alla violenza dei conflitti.
Questa breve premessa appare opportuna per focalizzare lo scarno quadro offerto dalle ricerche sul terreno in relazione alle guerre verificatesi nell’isola in questa fase storica, alcune sono riconducibili a quelle ricordate dalle scarne fonti scritte, molte altre sono destinate a restare sconosciute per quanto riguarda i luoghi e il tempo delle azioni, probabilmente perché circoscritti, il più delle volte, a scontri locali che non trovarono ‘dignità’ di narrazione nella storiografia greca.
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Figure 1.1. Sicilia centro-settentrionale tra VI e V sec. a.C., con i principali centri indigeni e le città costiere (Š Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Palermo).
Concentrerò la mia analisi sulla Sicilia centro-settentrionale, un’area caratterizzata, tra la metà del VI e la fine del V sec. a.C., dalla coesistenza di popolazioni con culture e tradizioni diverse: i Greci di Himera e gli emporia fenicio/punici di Solunto e Palermo sulla costa, i centri indigeni, sicani, distribuiti lungo tutte le vallate che collegano la costa tirrenica e mediterranea con il ricco entroterra (Fig. 1.1).1
È verosimile che proprio l’eterogeneità di queste genti possa avere generato tensioni, sfociate in scontri armati, alimentati dalla pressione coloniale greca e degli interessi Punici in un clima politico di generale incertezza. Allo stesso tempo, però, come detto prima, la ricerca archeologica documenta una fase di grande floridezza e prosperità nelle città costiere e negli abitati indigeni, attestata da un’intensa circolazioni di merci e di oggetti di pregio, sintomo di relazioni abitualmente non conflittuali, improntante a rapporti costruttivi di crescita economia e culturale diffusa.

Il VI sec. a.C.

Prendendo avvio dai decenni intorno alla metà VI sec. a.C., un secolo circa dopo le fondazioni occidentali di Himera e Selinunte e pochi decenni dopo quella di Agrigento, cercherò di evidenziare, attraverso i risultati delle ricerche archeologiche, i dati che si possono collegare a conflitti, tentando anche un collegamento con i pochi fatti storici noti: da questo punto di vista va ricordato che i riferimenti delle fonti a conflitti sono realmente sporadici e si prestano ad interpretazioni dubbie, non consentendo di tracciare un quadro chiaro degli eventi militari che coinvolsero le relazione tra colonie greche, emporia punici e insediamenti indigeni. Per altro, in questo studio si è privilegiata la prospettiva archeologica, senza entrare in aspetti dibattuti dalla critica storica, che meriterebbero ben altri approfondimenti da parte degli storici, ai quali, comunque, i dati archeologici, anche molto recenti, ci auguriamo possano offrire nuovi spunti di riflessione. In particolare tre sono gli episodi documentati dalle fonti su guerre che potrebbero avere coinvolto direttamente questa parte dell’isola. Li ricordo senza entrare, come si diceva poco sopra, nel merito della critica storica che da decenni si confronta su questi temi, con risultati e ipotesi spesso contrastanti. In primo luogo va ricordata l’azione di Falaride, primo tiranno di Agrigento: al di là delle notizie leggendarie sulla sua figura è indubbio, comunque, che egli attuò, poco prima della metà del VI sec. a.C. una politica espansionistica verso Nord, conquistando abitati indigeni, secondo una strategia volta a raggiungere la costa tirrenica, che ebbe come conseguenza una forte instabilità in tutto il territorio centrale dell’isola.2
Secondo episodio significativo riportato dalle fonti è la spedizione in Sicilia del cartaginese Malco, di cui parla Giustino in un problematico passo,3 da interpretare in relazione ai rapporti tra Cartagine e le città fenicio-puniche di Sicilia, o forse, più probabilmente come reazione di Cartagine alle aggressive strategie greche; in ogni caso esso denota il clima di incertezza negli equilibri politici della Sicilia occidentale.4 Un’ulteriore testimonianza delle tensioni ‘militari’ nell’entroterra coloniale, infine, è la notizia di una guerra vinta dagli Imeresi sui Sicani riportata in un’epigrafe di Samo, databile poco prima della metà del secolo.5
Dal punto di vista archeologico, diversi sono, invece, i dati riferibili, direttamente o indirettamente, a vicende di guerra in questa regione per il VI sec. a.C.
1. incremento delle fortificazioni.
2. contesti di distruzioni e abbandoni.
3. fasi di sviluppo a seguito di episodi di guerre.
Riguardo al primo punto, poco ancora sappiamo sulle più antiche fortificazioni greche, puniche e indigene della Sicilia occidentale: tuttavia, le ricerche sul terreno indicano, per l’età arcaica, soprattutto intorno alla metà del VI sec. a.C. o poco dopo, un generale incremento dei sistemi difensivi; dati significativi vi sono per le colonie greche di Selinunte, Agrigento, Himera e per l’isola di Mozia, dove, l’abitato fenicio/ punico venne interamente protetto da un muro di cinta costruito ex novo.6
Negli abitati indigen...

Table of contents

  1. Cover
  2. Title
  3. Copyright
  4. Contents
  5. Acknowledgments
  6. Abbreviations
  7. Preface: word of welcome, by Franco De Angelis
  8. Introduction, by Melanie Jonasch
  9. 1. Guerre e conflitti nella Sicilia centro-settentrionale tra la metĂ  del VI e la fine del V sec. a.C.: una prospettiva archeologica : Stefano Vassallo
  10. 2. War and the life of a sacred structure. Weapons from the NYU-UniMi excavations in the main urban sanctuary of Selinunte : Andrew Ward and Clemente Marconi
  11. 3. A dangerous place to live? Arms and armour in the Agora of Selinunte : Holger Baitinger
  12. 4. Enslavement and redemption in Classical Sicily : Randall Souza
  13. 5. ‘Sufferings too great for tears’: the destruction of the Athenian expeditionary corps in Sicily : Bernd Steinbock
  14. 6. Trauma and morality in Thucydides : Lisa Irene Hau
  15. 7. The curse tablets of Selinous: evidence of social strife? : Ryan Johnson
  16. 8. Energising the economy: present results and future directions : Franco De Angelis
  17. 9. The power of movement: mercenary mobility and empire building in Sicily during the Classical Period : Jason Harris
  18. 10. Dawn of the mercenaries, twilight of the Sikels? : Spencer Pope
  19. 11. La fondazione di città in Sicilia nel V e all’inizio del IV sec. a.C. (492–396 a.C.): tra passato e futuro : Michela Costanzi
  20. 12. The military landscape of Greek Sicily : Melanie Jonasch
  21. 13. Quanti templi per la vittoria di Himera? Nuove evidenze dall’ Athenaion di Siracusa : Giulio Amara
  22. 14. When war changes a city. Fortifications and urban landscapes in tyrant-ruled Syracuse : Valentina Mignosa
  23. 15. War and society in Greek Leontinoi : Massimo Frasca
  24. 16. The city walls of Eryx and the sociopolitical conflicts in western Sicily before the Roman conquest : Salvatore De Vincenzo
  25. 17. Roman fears, the Punic way and the Sicilian contribution: the war for Sicily in its first stages (264–263 BC) : Claudio Vacanti
  26. Epilogo: guerra e societĂ  nella Sicilia greca : Stefania De Vido
  27. Epilogue: war and society in Greek Sicily : Stefania De Vido
  28. Bibliography
  29. Timeline
  30. Plate I

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