Questo libro intende offrire un contributo di qualitĂ al dibattito sulla "crisi della democrazia americana". Richiamando e applicando il rigoroso approccio teorico-metodologico elaborato da Max Weber, l'autore descrive l'unicitĂ dello spirito della democrazia che fin dalle origini ha animato la cultura politica americana. Secondo l'autore â impegnato anche in un confronto con Tocqueville â la sociologia storica weberiana consente meglio di superare le aporie che animano il dibattito odierno, mettendo a disposizione ipotesi esplicative e modelli teorici piĂš potenti. Lo studio di Kalberg collega quindi il passato con il presente, nell'intento di verificare la tenuta della principale ipotesi del modello weberiano, per cui con il tempo, la sfera civica americana si sarebbe indebolita fino a svanire. La domanda è: oggi in America, esiste ancora quel fondamento valoriale dei meccanismi dell'autogoverno, che nei secoli passati era garantito dallo spirito della democrazia di matrice puritana?

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Introduzione
Al netto delle divergenze sostanziali emerse rispetto alle numerose questioni sullo sfondo della campagna presidenziale americana del 2012, si è evidenziata una frattura piĂš profonda. La massima sullâautonomia â âposso farcela da soloâ â si pose in forte contrasto con un altro noto adagio: âSiamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo creare una comunitĂ nazionale solidaleâ. Ebbero una vasta eco sia lâappello del governatore Romney per un governo piccolo composto da individui forti, sia lâappello del presidente Obama ad uno spirito di compassione. Sebbene in apparenza contraddittori, i due poli di questo continuum autonomia/comunitĂ solidale costituiscono le componenti fondamentali dello spirito della democrazia americano. Inoltre, essi affondano le loro radici nel passato di questa nazione.
Entrambi sono parsi evidenti fin dallâinsediamento di John Winthorp a governatore del Massachusetts, nel Diciassettesimo secolo. âDobbiamo lavorare insiemeâ per il âbene comuneâ, proclamava, allo scopo di creare la âsplendente cittĂ sulla collinaâ, che dimostri la maestĂ di Dio. Tuttavia, come individui soli dinanzi a Dio, noi siamo direttamente responsabili delle nostre convinzioni e del nostro destino.
Analogamente questo continuum era chiaramente visibile sia allorquando i fondatori si schierarono dividendosi in jeffersoniani e hamiltoniani, sia nel Diciannovesimo secolo. âIndividui eroiciâ si tolsero da soli dai guai e âindividui vigorosiâ conquistarono la frontiera. Altri americani si occuparono degli immigrati appena arrivati e costituirono organizzazioni di volontariato per ârestituirliâ alle loro comunitĂ . Si diffusero il âservizio pubblicoâ e lâattivitĂ filantropica.
Il riverbero di questi due poli illuminò ancora tutto il Ventesimo secolo. Infatti la disposizione degli americani verso lâinteresse privato e il progresso civico perdurarono, nonostante fosse in corso una grande trasformazione: una nazione giovane popolata per lo piĂš da piccoli agricoltori diventava una nazione di residenti urbani, impegnati in mansioni altamente specializzate presso fabbriche e uffici. Il continuum di autonomia/comunitĂ solidale sembra persistere, al punto che un visitatore proveniente dal Diciottesimo secolo, troverebbe familiare lâattuale panorama politico.
Tale contesto è ancora impregnato di questi ideali. Gli atteggiamenti del tipo âvolere è potereâ di coloro che sono animati da una tensione allâautonomia si accompagnano e, occasionalmente, si fondono con un impegno degli individui finalizzato al benessere delle loro comunitĂ . Gli americani sono âself-madeâ, indipendenti e capaci di scegliere â e dunque di perseguire â le âopportunitĂ individualiâ in un percorso di mobilitĂ ascendente. Molti credono che lââintervento del governoâ sia legittimo solo in rari casi. Tuttavia, noi ci sentiamo anche responsabili gli uni verso gli altri e pronti a contribuire alla vita della nostra nazione, nei termini dellâinvito che John F. Kennedy rivolse a tutti gli americani1. In forza di un âlegame comuneâ e di un âdestino condivisoâ, ci si attende che il servizio pubblico sia ordinato al miglioramento civico. Partecipiamo a servizi di volontariato con una frequenza molto superiore a quella dei cittadini di altre nazioni, e parliamo di una âdedizioneâ tesa al miglioramento delle nostre comunitĂ . Confidiamo di essere ânazione capace di compassioneâ. Lâindividualismo è lodato, ma lâeccessivo individualismo è condannato proprio perchĂŠ sprovvisto di âimpegno disinteressatoâ e di tensione civica2.
Questi due poli del continuum politico americano, sebbene durevoli e capaci di incidere lungo tutta la nostra storia, talvolta sono degenerati in un rapporto di antagonismo. Lâelevato livello di decibel, evidente durante la campagna elettorale del 2012, ha reso manifesta questa scissione. Prontamente arruolato da un grande partito politico, ciascuno di questi poli sembra andare per la propria strada.
Le elezioni del 2012 hanno portato quasi in superficie le linee della faglia. Esse resistono ostinatamente e ancora una volta si fanno pronunciate. Dobbiamo inevitabilmente porci delle domande: questa frammentazione manifesta ancora una volta una normale oscillazione da una parte allâaltra di quel continuum, benchĂŠ esacerbata dalla retorica di una campagna elettorale? Oppure questa linea di divisione della nazione ha palesemente introdotto una vera e propria interruzione di quel movimento di oscillazione pendolare che perdurava da trecento anni? Ă venuta meno la bussola interna garantita alla societĂ americana dal continuum autonomia/comunitĂ solidale? Lo scenario politico americano versa in uno stato di severa crisi?
Recentemente innumerevoli osservatori hanno rilevato una profonda frammentazione e una involuzione della vita comunitaria. La diminuzione del livello di partecipazione è stata documentata in una gamma di organizzazioni, dai sindacati ai Rotary club, alle associazioni di genitori e insegnanti. I commentatori sostengono che il diminuito impegno nei gruppi riduca â in forza dellâisolamento â lâinfluenza degli individui nellâarena politica, a livello sia locale che statale e federale. Anche gli âindividui fortiâ avvertono un crescente senso di impotenza.
Questi analisti ritengono che si sia cristallizzato un nuovo assetto del processo decisionale, il quale minaccia lo spirito americano di democrazia: gli interessi personali sono saliti alla ribalta, mentre è declinata la partecipazione alle attivitĂ civiche. In pari misura, affermano molti osservatori, si assiste a un deterioramento della coesione comunitaria e una generale privatizzazione della vita. Risuona sempre meno lâidea di un obbligo verso la propria comunitĂ . I âprogetti di comunitĂ â si rivelano spesso subordinati a interessi privati e sprovvisti di alcun carattere civico; il riferimento al nostro âdestino condivisoâ sovente sembra soltanto retorico.
La metafora di Robert Putnam â gli americani sono sempre piĂš dei âsolitari giocatori di bowlingâ (2000) â descrive bene questa contrazione della sfera civica. Allo scopo di bloccare o almeno di ridurre questa tendenza, molti propongono di intensificare i diversi meccanismi della socializzazione, seguendo Ămile Durkheim, il fondatore francese della moderna sociologia. Essi perseguono anche un rafforzamento delle associazioni civiche, seguendo Durkheim e Alexis de Tocqueville. In questo modo può verificarsi un rinnovamento dello spirito americano della democrazia?3
In anni molto recenti, questa discussione sulla âcrisi americanaâ ha acquisito nuovi partecipanti e lâenfasi si è spostata su altri aspetti. Gli analisti della ânuova crisiâ ritengono altresĂŹ che resti indispensabile la presenza di una vivace sfera civica. Tuttavia, dicono, questa non sorgerĂ se il potere e la ricchezza rimangono concentrati nelle mani di piccole ĂŠlite, come sempre di piĂš avviene negli Stati Uniti. Molti sostengono che unâampia distribuzione del potere politico e della ricchezza economica costituiscano una precondizione sociale per lâesistenza di una classe media orientata al di lĂ degli immediati interessi economici, verso la partecipazione e il servizio. Questa profonda disfunzione nella societĂ americana non viene affrontata, insistono, attraverso unâintensificazione dei meccanismi della socializzazione e un rafforzamento delle associazioni civiche.
Questi osservatori vedono un indebolimento significativo della classe media negli anni successivi al collasso economico del 2008. Inoltre, tra una forte polarizzazione dei livelli di reddito e una contrazione mai immaginata prima dâora della ricchezza e del potere entro una ristretta cerchia, la classe media si è mostrata sempre meno in grado di opporre resistenza alla progressiva quanto deleteria colonizzazione della sfera civica da parte delle ricche ĂŠlite economiche e politiche. Essi sostengono che ora regni una nuova plutocrazia e che a dominare siano adesso gli interessi di un ristretto segmento della popolazione. Ă allâorizzonte, ci avvertono4, una âNuova EtĂ dellâOroâ, caratterizzata oggi da una crassa manipolazione dellâopinione pubblica da parte dei poteri egemonici.
In tali circostanze, una sfera civica vitale abitata da una comunitĂ solidale, appare a questi commentatori unâutopia. Essi affermano che oggi esista una societĂ nella quale dominano gli interessi dei potenti. La mobilitĂ verso lâalto ridotta ai minimi termini e le gravi disuguaglianze, potranno essere accettate su larga scala? Se questa nuova âdiseguaglianza radicaleâ prevale, insistono, il Sogno americano e gli ideali della comunitĂ solidale gradualmente sbiadiranno e svaniranno, cosĂŹ come lâethos basato sulla fiducia in sĂŠ stessi.
Molti illustri commentatori da una parte allâaltra dellâorizzonte politico insistono nellâaffermare che gli Stati Uniti si trovano a una svolta cruciale. Essi intravedono un periodo di crisi allâorizzonte, caratterizzato da una perdita di continuitĂ con il passato, da una debolezza della vita civica e da diseguaglianze di inusuale gravitĂ . Alcuni osservatori sostengono che sia giĂ stata tracciata una nuova traiettoria, nella quale la forza di una sfera civica un tempo vibrante continua ad esse...
Table of contents
- MIMESIS / Teoria della societĂ
- Prefazione
- America al bivio
- Introduzione
- Glossario
- Bibliografia
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Information
Publisher
Mimesis EdizioniYear
2019Topic
Social SciencesSubtopic
SociologyeBook ISBN
9788857557960
Index
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