L'educazione come aiuto alla vita
eBook - ePub

L'educazione come aiuto alla vita

Comprendere Maria Montessori

  1. English
  2. ePUB (mobile friendly)
  3. Available on iOS & Android
eBook - ePub

L'educazione come aiuto alla vita

Comprendere Maria Montessori

About this book

In questo libro Mario M. Montessori Jr., nipote di Maria Montessori, offre un affascinante sguardo sulla personalità della nonna e sulla sua filosofia: dal ruolo dell'educazione nella formazione della personalità al significato profondo (e l'uso corretto) dei materiali di sviluppo, dalla relazione degli uomini con il cosmo all'accostamento del Metodo alla psicologia moderna. Un'opera indispensabile per chiunque desideri comprendere appieno la visione di Maria Montessori.

Frequently asked questions

Yes, you can cancel anytime from the Subscription tab in your account settings on the Perlego website. Your subscription will stay active until the end of your current billing period. Learn how to cancel your subscription.
No, books cannot be downloaded as external files, such as PDFs, for use outside of Perlego. However, you can download books within the Perlego app for offline reading on mobile or tablet. Learn more here.
Perlego offers two plans: Essential and Complete
  • Essential is ideal for learners and professionals who enjoy exploring a wide range of subjects. Access the Essential Library with 800,000+ trusted titles and best-sellers across business, personal growth, and the humanities. Includes unlimited reading time and Standard Read Aloud voice.
  • Complete: Perfect for advanced learners and researchers needing full, unrestricted access. Unlock 1.4M+ books across hundreds of subjects, including academic and specialized titles. The Complete Plan also includes advanced features like Premium Read Aloud and Research Assistant.
Both plans are available with monthly, semester, or annual billing cycles.
We are an online textbook subscription service, where you can get access to an entire online library for less than the price of a single book per month. With over 1 million books across 1000+ topics, we’ve got you covered! Learn more here.
Look out for the read-aloud symbol on your next book to see if you can listen to it. The read-aloud tool reads text aloud for you, highlighting the text as it is being read. You can pause it, speed it up and slow it down. Learn more here.
Yes! You can use the Perlego app on both iOS or Android devices to read anytime, anywhere — even offline. Perfect for commutes or when you’re on the go.
Please note we cannot support devices running on iOS 13 and Android 7 or earlier. Learn more about using the app.
Yes, you can access L'educazione come aiuto alla vita by Mario M. Montessori Jr. in PDF and/or ePUB format, as well as other popular books in Education & Educational Psychology. We have over one million books available in our catalogue for you to explore.

Information

1. L’educazione come aiuto alla vita

Quando pensiamo all’educazione1, ci viene spontaneo associarla all’insegnamento, all’apprendimento e all’acquisizione di conoscenze. In genere, gli studi pedagogici si concentrano su uno di questi aspetti primari:
cosa bisogna insegnare per raggiungere un certo numero di conoscenze, in conformità ai requisiti della cultura dominante, in una data comunità e in un dato periodo di tempo. Ciò viene deciso dalla società nel suo insieme ed espresso dalle autorità incaricate di svolgere tale compito;
come bisogna insegnare. Questo riguarda la scelta dei metodi educativi considerati i più adeguati per trasmettere agli studenti le conoscenze desiderate. Esperti di centri di formazione, a seconda degli ambiti educativi sopra menzionati, sono incaricati di preparare gli insegnanti per una adeguata applicazione degli stessi;
a chi bisogna insegnare. Questo riguarda gli studenti. Le possibilità che determinano l’elaborazione dell’offerta formativa devono rispettare vincoli precisi. Prima di tutto, l’età. Il processo di crescita pone due limiti: lo studente deve aver raggiunto un certo grado di maturità per poter comprendere ciò che deve imparare; l’insegnante deve analizzare l’argomento che desidera trasmettere allo studente e strutturarlo in modo da incominciare con esposizioni meno articolate e complesse, adeguandosi all’età mentale dello studente. È così che di solito si tende a procedere. Come vedremo più avanti, Montessori affronta tutto ciò in maniera differente. I tre aspetti finora elencati sono senza dubbio fondamentali per qualunque tipo di educazione scolastica, compreso il metodo Montessori.
Ma quest’ultimo ha un ambito di applicazione più ampio ed esteso, il che gli conferisce una posizione unica nel mondo della pedagogia. Un contributo, il suo, che non è mai stato del tutto compreso. Sin dall’inizio, il movimento montessoriano venne affiancato da accesi dibattiti che sfociarono in opinioni divergenti, che variano da una forte opposizione a un sostegno incondizionato. Un’antologia che raccoglie alcune delle opinioni più significative venne pubblicata in Germania nel 19702. Ciò che colpisce è che nel corso degli anni il metodo non ha mai perso la sua importanza.
In che modo il lavoro di Maria Montessori è in grado di spiegare tutti questi fenomeni? Se cerchiamo qualche chiarimento nella sua attività, ci rendiamo conto che le conclusioni a cui era giunta erano semplici e allo stesso tempo sconcertanti. Sosteneva, infatti, di aver “scoperto” il bambino. Se, dopo quarant’anni di esperienza, Montessori decise di riassumere l’essenza del suo contributo con questa affermazione, allora è indispensabile cercare di comprenderne il significato.
Una delle qualità più sorprendenti di Maria Montessori era il profondo rispetto per la creazione. Non smise mai di stupirsi di fronte alle sue manifestazioni. Nella sua concezione filosofica, il compito cosmico dell’uomo è quello di proseguire, insieme agli altri individui, il lavoro di creazione sulla terra per scoprire, grazie alla propria intelligenza, le infinite e latenti possibilità di altre creazioni del mondo, esprimendole in nuove forme. È così che l’uomo crea il proprio ambiente culturale. Questa concezione dell’uomo comprende la sua potenziale grandezza in quanto creatore e il suo essere limitato rispetto a Dio e al creato. La sua profonda convinzione sul destino dell’umanità, che affonda le radici nella fede in Dio e nell’uomo, diede a Maria Montessori la forza morale per perseguire i suoi obiettivi. Fu anche il principio dell’umiltà e del rispetto che caratterizzarono il suo rapporto con il mondo e gli altri lungo tutta la sua vita.
È con tale spirito che si dedicò a ulteriori studi scientifici sui bambini che per lei non erano altro che esseri umani da considerare in quanto tali. Una posizione di questo tipo la liberò dai pregiudizi più comuni che gli adulti hanno nei confronti dei bambini e infine le permise di scoprire l’estrema importanza della funzione del bambino nel processo di formazione della personalità umana. Una scoperta che non venne fatta tramite speculazioni filosofiche, ma che fu la diretta conseguenza di accurate, assidue e sistematiche osservazioni del comportamento spontaneo dei bambini in un ambiente favorevole e adeguato ai loro bisogni – o, in altre parole – di un esperimento scientifico, basato su precedenti esperienze e realizzato con il tipico distacco di chi ha alle spalle una formazione scientifica. Ad ogni modo, la sua concezione filosofica le consentì di vedere ben oltre le manifestazioni superficiali del comportamento che osservava. Da esse ricavò una serie di fenomeni primari, vitali per lo sviluppo umano, e li ricompose in un’immagine onnicomprensiva dell’uomo, che prendeva in considerazione tutta la complessità della sua esistenza sulla terra.
Fu proprio una così ampia prospettiva antropologica a determinare la sua concezione rivoluzionaria dell’educazione come aiuto per la vita, e a mio avviso, è anche l’aspetto più prezioso del suo lascito spirituale.
Il professor Perquin della Università di Nijmegen, Paesi Bassi, sottolineando il contributo di Montessori come punto di partenza per un nuovo concetto di educazione, commentava “Senza rendersene conto, Montessori rese possibile l’incontro tra pedagogia, psicologia moderna, sociologia, e persino teologia e filosofia”3. Fin dall’inizio, il suo scopo fu quello di contribuire a una scienza globale dell’uomo; tuttavia, essa non poteva basarsi su singole discipline, ma doveva scaturire dagli impegni comuni di vari scienziati che studiavano l’essere umano da qualunque punto di vista ammesso dalla scienza moderna, e l’insieme delle scoperte sarebbe stato inserito in una matrice concettuale sufficientemente ampia e discriminante. Ciò non doveva essere fatto in maniera eclettica perché avrebbe soltanto reso più confusi gli argomenti, ma piuttosto doveva basarsi su un modello provvisorio che abbracciasse vari rami della scienza e le eventuali modifiche evidenziate da un’indagine dei loro reciproci rapporti.
Anche se oggi questo approccio pluralistico di solito non è affatto accettato, la tendenza verso un’indagine più dettagliata, che riconosca le notevoli differenze del comportamento umano e aspiri a includere le scoperte più rilevanti, sta piano piano guadagnando terreno nelle scienze umane4. La stessa Montessori ha contribuito alla creazione di un modello per tale indagine tenendo conto di varie scienze, un modello che, stando alla terminologia di Kuhn5, ora potremmo chiamare paradigma montessoriano. Una delle caratteristiche principali è il ruolo adattivo e costruttivo del bambino nel corso della vita. In uno dei suoi scritti, Montessori afferma che il grande potere dell’uomo è quello di adattarsi a ogni singolo ambiente e modificarlo. Perciò, ciascun neonato deve costruire da zero la propria personalità. Negli individui non c’è alcun adattamento ereditario; ognuno deve sviluppare ciò che risponde ai suoi bisogni. Alla nascita il bambino non mostra le caratteristiche comportamentali del gruppo in cui è nato; deve crearle e organizzarle. Deve imparare il linguaggio del gruppo, le sue usanze, l’uso dei suoi strumenti ecc. In altre parole, durante il suo sviluppo, si adatta all’ambiente in maniera inconscia. Se vogliamo comprendere le tendenze del bambino per poterlo educare, dobbiamo osservare la correlazione tra l’ambiente e le modalità attraverso cui egli si adatta6.
Pertanto, lo sviluppo umano è il risultato dell’attività creativa e inconscia dell’individuo, e tale processo è possibile soltanto se avviene insieme agli altri. È solo all’interno della comunità che le potenzialità dell’uomo possono emergere; è questo il lavoro del bambino, che viene guidato interiormente da speciali sensibilità inerenti alle varie fasi dello sviluppo.
Per assolvere questo duplice compito di adattamento e costruzione, i bambini hanno bisogno non solo dell’amore e della protezione degli adulti, ma anche del loro aiuto attivo. Ciò significa che l’educazione è un aspetto fondamentale nella formazione dell’uomo. La concezione montessoriana sulla natura dell’esperienza umana esamina la complessità dell’essere umano e i molteplici fattori che determinano il suo comportamento e conseguente esistenza nella vita reale, senza mai perdere di vista l’insieme delle personalità dei singoli individui. Certo, da sola non riuscì a studiare tutti gli aspetti dello sviluppo umano. Molte delle sue idee derivano da esperienze personali, altre si basano sul suo lavoro, o sono ipotesi frutto di intuizioni. È per questo che il termine “modello” è stato usato con riferimento alle sue formulazioni teoretiche.
Penso sia significativo che il modello di sviluppo di Montessori corrisponda in gran parte a quello raggiunto dagli psicoanalisti. Per esperienza personale, posso affermare che la psicoanalisi è l’unico ramo della scienza sperimentale che ha accettato la sfida di studiare l’uomo attraverso un variegato quadro di riferimento. Né Montessori né la psicoanalisi cercano di semplificare o ridurre la complessità dell’uomo per adattarla a una teoria specifica. Entrambe, invece, riconoscono la molteplicità dei fattori che determinano lo sviluppo e il comportamento umano e si impegnano ad analizzarli attraverso le scoperte desunte dalle osservazioni del comportamento spontaneo, che altrimenti non sarebbero scaturite con la stessa chiarezza e continuità. Ciò ha permesso di studiare fenomeni mai notati prima, che indicano l’esistenza di un inconscio dinamico di cui sono manifestazioni osservabili.
La situazione è complicata poiché la stessa persona deve svolgere sia la funzione di osservatore sia quella di compartecipe nel rapporto che ne consegue. La dinamica della situazione attiva un’altra serie di fattori comportamentali: in aula, questi interessano l’insegnante. In particolare, l’ambiente dell’aula coinvolge un intero gruppo di altri individui. Eppure, tali complicazioni sono necessarie poiché, se lo consideriamo dal punto di vista dello sviluppo spontaneo, il comportamento umano può essere studiato solo all’interno del sistema di relazioni umane. Non possiamo evitare tale circostanza.
Sia nell’approccio psicoanalitico sia in quello montessoriano, il rapporto tra il soggetto osservatore e il soggetto attivo dovrebbe essere parte di un’alleanza che si fonda sul reciproco rispetto e sulla fiducia. Il soggetto osservatore dovrebbe essere formato con cura. Dovrebbe interessarsi ai fenomeni che osserva e cercare di comprenderli; dovrebbe lasciare che le situazioni si sviluppino liberamente, astenendosi dall’intervenire quando non è necessario, comportandosi in modo opportuno quando serve. Le sue azioni sono determinate dalla situazione e dagli obiettivi, e mai dagli impulsi o dai desideri, i quali potrebbero interferire con il processo in questione. Il suo scopo deve essere quello di rimuovere gli ostacoli che inibiscono il corso naturale degli eventi, per favorire intuizioni che lo facilitino e per aiutare a elaborarlo; il suo atteggiamento dovrebbe mostrare empatia, cooperazione e pazienza.
Certo, gli obiettivi della psicoanalisi e dell’educazione montessoriana sono piuttosto diversi, come anche il materiale che viene studiato.
Eppure, le loro scoperte tendono ad avvalorarsi e integrarsi a vicenda. È molto significativo il fatto che i modelli a cui giungono abbiano una struttura analoga ed è stata la stessa Montessori a identificare apertamente il proprio metodo con la psicoanalisi. In merito alla pedagogia moderna, che in precedenza si era limitata allo studio di fenomeni esterni, disse “Per usare un termine medico, noi diremmo, ‘Essa [La scienza applicata all’educazione] ha tentato una cura sintomatica, senza curarsi di cercare se qualche errore centrale non percepito, non fosse stato la causa dei fenomeni esteriori”. È poi passata a illustrare i limiti della terapia sintomatica, mettendola a confronto con la psicoanalisi, la quale si occupa delle cause del comportamento7.
La visione di Montessori sulla specificità dell’essere umano in quanto specie è diversa da quella studiata dalle altre scienze, persino dalla psicologia. A quanto mi risulta, è solo il pensiero psicologico basato sull’antropologia filosofica, la cui influenza è principalmente relegata ai paesi germanofoni, che si discosta in modo categorico da tale ipotesi. Questo in genere non avviene con la psicologia sperimentale, e di conseguenza la posizione della Montessori su questo punto necessita di ulteriori considerazioni. La sua formazione medica le aveva fornito una solida base biologica per le successive idee sullo sviluppo dell’uomo e sul comportamento, ma queste non riuscirono in alcun modo a smuovere la ferma convinzione della specificità dell’uomo in rapporto agli altri esseri viventi. La si trova espressa anche nella sua tesi di dottorato come quadro di riferimento per uno studio psichiatrico8. Ancora nel suo ultimo libro continuò ad affermare:
Quello che consente di distinguere le specie sono le loro differenze, non le loro somiglianze. Le specie nuove devono avere qualche cosa di nuovo… esso [l’essere umano] ha una doppia vita embrionale, un nuovo disegno, e una nuova destinazione rispetto agli altri esseri.
Questo è il punto su cui ci dobbiamo soffermare e dal quale dobbiamo riprendere lo studio di tutto lo sviluppo del bambino e dell’uomo dal lato psichico.9
La psicologia moderna non si è ancora mossa in tale direzione, anche se alcuni recenti sviluppi sembrano indicare che il processo sia già in corso. Tuttavia, a oggi la psicologia è ancora molto influenzata dal comportamentismo americano, che ignora dichiaratamente l’esistenza di una differenza sostanziale tra l’uomo e gli altri esseri viventi. L’influenza del comportamentismo sulla teoria dell’apprendimento moderno è particolarmente forte; ma, qualunque sia il merito di questo approccio nell’evidenziare alcune caratteristiche del comportamento umano comuni agli altri animali, e che dunque, in linea di massima, possono essere studiate attraverso degli esperimenti realizzati su questi ultimi, la sua portata è troppo limitata ed è troppo parziale per accrescere la comprensione dell’essere umano in quanto tale. È inevitabile che escluda dall’indagine tutti gli aspetti della personalità che non possono essere racchiusi dentro a un quadro di riferimento così artificialmente limitato.
Se le loro scoperte non vengono inserite in una concezione più scientifica e inclusiva, la psicologia moderna e la teoria dell’apprendimento moderno non avranno nulla da offrire per risolvere i problemi sociali crescenti che l’umanità deve affrontare nell’attuale era tecnologica. I risultati ci riporteranno sempre allo studio della personalità individuale. Se si considera l’uomo un animale e si ignorano apertamente quelle differenze sostanziali che ci contraddistinguono, allora si può dimostrare in modo convincente che l’uomo di fatto è soltanto una scimmia nuda, come ci ha dato prova in modo divertente Desmond Morris10. Così, però, la concezione dell’uomo risulterebbe limitata e deformata, e pertanto non scientifica.
In merito a ciò, le idee della Montessori sono fondamentali e al contempo molto semplici. È un dato di fatto che alla nascita l’uomo è piuttosto immaturo, se confrontato con altri primati. Di conseguenza, la parte del processo di crescita e sviluppo che gli animali portano a termine nella fase embrionale, viene completata dall’uomo nella fase postnatale, quando subisce influenze dal mondo esterno. È questo che intende la Montessori quando parla della doppia vita embrionale della specie umana. Considera questo ulteriore sviluppo come il proseguimento del processo embrionale al quale l’individuo partecipa in maniera attiva, sebbene stavolta riguardi l’ambiente esterno. È quindi di natura psicologica. La fase postnatale è un periodo formativo di intensa attività durante il quale il bambino deve creare interiormente la struttura di base della sua personalità. Non c’è niente di prestabilito. Il bambino ha solo le potenzialità di cui ha bisogno per dare forma e contenuto alla vita psichica, e in seguito per costruire gli schemi comportamentali di base, che sono necessari per agire in maniera autonoma all’interno dell’ambiente.
Il fatto che tale fase di sviluppo sia ancora così poco compresa costituisce a mio avviso un serio ostacolo per il progresso delle scienze comportamentali. La prova biologica a conferma di questo principio, osservato nella vita embrionale, era già stata portata nel 1940 dal neurofisiologo americano G.E. Coghill. Maria Montessori gli assegnò però maggiore importanza. Sembra quasi che Coghill fosse giunto a simili conclusioni quando scrisse “L’uomo è in verità un meccanismo, ma è un tipo di meccanismo che, entro i suoi limiti di vita, sensibilità e crescita, crea e agisce da sé”11.
Data la sua relativa libertà rispetto alla trasmissione ereditaria, l’uomo deve creare dentro di sé ...

Table of contents

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Colophon
  4. Indice
  5. PREFAZIONE
  6. BREVE BIOGRAFIA DI MARIO MONTESSORI JR.
  7. 1. L’EDUCAZIONE COME AIUTO ALLA VITA
  8. 2. I MATERIALI MONTESSORI: LA LORO FUNZIONE E IL RAPPORTO CON IL LAVORO, IL GIOCO E LA VITA SOCIALE DEL BAMBINO
  9. 3. L’EDUCAZIONE MONTESSORIANA E LA PSICOLOGIA MODERNA
  10. 4. IL VALORE PSICOLOGICO DEL LAVORO A SCUOLA
  11. 5. MONTESSORI E IL PROCESSO EDUCATIVO
  12. 6. L’EDUCAZIONE IN UN MONDO CHE CAMBIA
  13. 7. MONTESSORI E LA RIVOLUZIONE DEI VALORI
  14. 8. L’EDUCAZIONE COSMICA
  15. MIA NONNA