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Questioni del leninismo
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Apparso nel gennaio del 1926, Questioni del leninismo completano il precedente I principi del leninismo (1924) e «commentano» i risultati del XIV congresso del Partito bolscevico a partire dalla sconfitta della «nuova opposizione» di Zinov'ev e Kamenev. Con questo titolo, nel 1952, le Edizioni Rinascita pubblicarono una selezione di opere di Stalin tradotte da Palmiro Togliatti.
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Information
V. Il partito e la classe operaia nel sistema della dittatura del proletariato
Ho già parlato della dittatura del proletariato dal punto di vista della sua inevitabilità storica, dal punto di vista del suo contenuto di classe, dal punto di vista della sua natura statale e, infine, dal punto di vista dei suoi compiti di distruzione e di creazione, la cui realizzazione riempie un intero periodo storico, chiamato periodo di transizione dal capitalismo al socialismo. Ora dobbiamo parlare della dittatura del proletariato dal punto di vista della sua struttura, dal punto di vista del suo «meccanismo», dal punto di vista della funzione e dell’importanza delle «cinghie di trasmissione», delle «leve» e della «forza dirigente», il complesso delle quali costituisce il «sistema della dittatura del proletariato» (Lenin) e con l’aiuto delle quali si svolge il lavoro quotidiano della dittatura del proletariato.
Cosa sono queste «cinghie di trasmissione», queste «leve» nel sistema della dittatura del proletariato? Cosa è questa «forza dirigente»? Qual è la loro utilità?
Le leve o cinghie di trasmissione sono le stesse organizzazioni di massa del proletariato, senza l’aiuto delle quali è impossibile realizzare la dittatura. La forza dirigente è il reparto avanzato del proletariato, la sua avanguardia, che è la forza essenziale di direzione della dittatura del proletariato.
Queste cinghie di trasmissione, queste leve e questa forza dirigente sono necessarie al proletariato, che senza di esse verrebbe a trovarsi, nella sua lotta per la vittoria, come un esercito disarmato di fronte al capitale organizzato e armato. Queste organizzazioni sono indispensabili al proletariato che, senza di esse, sarebbe sicuramente sconfitto nella sua lotta per l’abbattimento della borghesia, nella sua lotta per il consolidamento del proprio potere, nella sua lotta per l’edificazione del socialismo. L’aiuto sistematico di queste organizzazioni e la forza dirigente dell’avanguardia sono indispensabili, perché, senza queste condizioni, è impossibile una dittatura del proletariato di una certa durata e solidità.
Queste cinghie di trasmissione, queste leve e questa forza dirigente sono necessarie al proletariato, che senza di esse verrebbe a trovarsi, nella sua lotta per la vittoria, come un esercito disarmato di fronte al capitale organizzato e armato. Queste organizzazioni sono indispensabili al proletariato che, senza di esse, sarebbe sicuramente sconfitto nella sua lotta per l’abbattimento della borghesia, nella sua lotta per il consolidamento del proprio potere, nella sua lotta per l’edificazione del socialismo. L’aiuto sistematico di queste organizzazioni e la forza dirigente dell’avanguardia sono indispensabili, perché, senza queste condizioni, è impossibile una dittatura del proletariato di una certa durata e solidità.
Cosa sono queste organizzazioni?
In primo luogo, i sindacati operai con le loro ramificazioni al centro e alla periferia, sotto forma di tutta una serie di organizzazioni di produzione, culturali, educative, ecc. Essi abbracciano gli operai di tutte le categorie. Non sono un’organizzazione di partito. I sindacati si possono chiamare l’organizzazione di tutta la classe operaia, che da noi è la classe dominante. Essi sono una scuola di comunismo. Essi esprimono dal loro seno i migliori elementi per il lavoro di direzione di tutti i rami dell’amministrazione. Essi realizzano il collegamento fra gli elementi avanzati e gli elementi arretrati della classe operaia. Essi uniscono le masse operaie all’avanguardia della classe operaia.
In secondo luogo, i Soviet, con le loro numerose ramificazioni al centro e alla periferia, sotto forma di organizzazioni statali amministrative, economiche, militari, culturali, ecc., oltre a una quantità innumerevole di altre associazioni spontanee di massa dei lavoratori che circondano queste organizzazioni e le collegano con la popolazione. I Soviet sono l’organizzazione di massa di tutti i lavoratori della città e della campagna. Non sono un’organizzazione di partito. I Soviet sono l’espressione diretta della dittatura del proletariato. Attraverso i Soviet passano tutte le misure di ogni genere che sono destinate al consolidamento della dittatura e all’edificazione del socialismo. Attraverso i Soviet si realizza la direzione statale dei contadini da parte del proletariato. I Soviet uniscono le masse di milioni di lavoratori all’avanguardia del proletariato.
In secondo luogo, i Soviet, con le loro numerose ramificazioni al centro e alla periferia, sotto forma di organizzazioni statali amministrative, economiche, militari, culturali, ecc., oltre a una quantità innumerevole di altre associazioni spontanee di massa dei lavoratori che circondano queste organizzazioni e le collegano con la popolazione. I Soviet sono l’organizzazione di massa di tutti i lavoratori della città e della campagna. Non sono un’organizzazione di partito. I Soviet sono l’espressione diretta della dittatura del proletariato. Attraverso i Soviet passano tutte le misure di ogni genere che sono destinate al consolidamento della dittatura e all’edificazione del socialismo. Attraverso i Soviet si realizza la direzione statale dei contadini da parte del proletariato. I Soviet uniscono le masse di milioni di lavoratori all’avanguardia del proletariato.
In terzo luogo, la cooperazione di ogni specie, con tutte le sue ramificazioni. Essa è un’organizzazione di massa dei lavoratori, un’organizzazione non di partito, che unisce i lavoratori, innanzitutto, come consumatori e, col tempo, anche come produttori (cooperazione agricola). La cooperazione acquista un’importanza particolare dopo il consolidamento della dittatura del proletariato, durante il periodo di vasto lavoro costruttivo. Essa facilita il collegamento dell’avanguardia del proletariato con le masse dei contadini e permette di attrarre queste ultime nella corrente dell’edificazione socialista.
In quarto luogo, la Federazione giovanile. Essa è un’organizzazione di massa della gioventù operaia e contadina. Non è un’organizzazione di partito, ma sta accanto al partito. Essa ha per compito di dare un aiuto al partito nell’educare la giovane generazione nello spirito del socialismo. Essa fornisce delle giovani riserve per tutte le altre organizzazioni di massa del proletariato, per tutti i rami dell’amministrazione. La Federazione giovanile ha assunto un’importanza particolare dopo il consolidamento della dittatura del proletariato, nel periodo in cui si sviluppa ampiamente il lavoro educativo e culturale del proletariato.
Infine, il partito del proletariato, la sua avanguardia. La forza del partito consiste nel fatto ch’esso assorbe tutti i migliori elementi del proletariato da tutte le sue organizzazioni di massa. La sua missione consiste nel coordinare il lavoro di tutte le organizzazioni di massa del proletariato senza eccezione e nel dirigere la loro attività verso un solo obiettivo, l’obiettivo della liberazione del proletariato. Coordinare e orientare queste organizzazioni verso un solo obiettivo è cosa assolutamente indispensabile, perché senza di essa è impossibile l’unità di lotta del proletariato, perché senza di essa è impossibile la direzione delle masse proletarie nella loro lotta per il potere, nella loro lotta per l’edificazione del socialismo. Ma soltanto l’avanguardia del proletariato, il suo partito, è capace di coordinare e orientare il lavoro delle organizzazioni di massa del proletariato. Solo il partito del proletariato, solo il partito dei comunisti è capace di assolvere questa funzione di dirigente fondamentale nel sistema della dittatura del proletariato.
Perché?
Perché, in primo luogo, il partito è il punto attorno al quale si raccolgono i migliori elementi della classe operaia, che hanno legami diretti con le organizzazioni proletarie senza partito e molto spesso le dirigono; perché, in secondo luogo, il partito, come punto attorno al quale si raccolgono i migliori elementi della classe operaia, è la scuola migliore per la formazione di capi della classe operaia, capaci di dirigere tutte le forme di organizzazione della loro classe; perché, in terzo luogo, il partito, in quanto è la scuola migliore dei capi della classe operaia, è, per la sua esperienza e per il suo prestigio, l’unica organizzazione capace di centralizzare la direzione della lotta del proletariato e di trasformare quindi le organizzazioni operaie senza partito, di qualsiasi genere esse siano, in organi ausiliari e in cinghie di trasmissione che lo colleghino con la classe.
Il partito è la forza dirigente fondamentale nel sistema della dittatura del proletariato.
«Il partito è la forma suprema dell’unione di classe del proletariato» (Lenin).
«Il partito è la forma suprema dell’unione di classe del proletariato» (Lenin).
Dunque: i sindacati, in quanto organizzazione di massa del proletariato che collega il partito alla classe, soprattutto nel campo della produzione; i Soviet, in quanto organizzazione di massa dei lavoratori che collega il partito a questi ultimi, soprattutto nel campo dell’attività statale; la cooperazione, in quanto organizzazione di massa, principalmente dei contadini, che collega il partito alle masse contadine, soprattutto nel campo economico, facendo partecipare i contadini all’edificazione socialista; la Federazione giovanile, in quanto organizzazione di massa della gioventù operaia e contadina, chiamata a facilitare all’avanguardia del proletariato l’educazione socialista della nuova generazione e la preparazione di giovani riserve; e, infine, il partito, in quanto forza dirigente fondamentale nel sistema della dittatura del proletariato, forza chiamata a dirigere tutte queste organizzazioni di massa. Tale è, a grandi linee, il quadro del «meccanismo» della dittatura, il quadro del «sistema della dittatura del proletariato».
Senza il partito, forza dirigente fondamentale, è impossibile una dittatura del proletariato di una certa durata e solidità.
Sicché, per usare le parole di Lenin, «si ha in definitiva un apparato formalmente non comunista, flessibile e relativamente ampio, molto potente, proletario, mediante il quale il partito è strettamente collegato alla classe e alla massa e attraverso il quale, sotto la direzione del partito, si realizza la dittatura della classe» (L’Estremismo..., op. cit.).
Questo non significa, naturalmente, che il partito possa o debba sostituirsi ai sindacati, ai Soviet e alle altre organizzazioni di massa. Il partito realizza la dittatura, del proletariato. Ma la realizza non direttamente, bensì con l’aiuto dei sindacati, attraverso i Soviet e le loro ramificazioni. Senza queste «cinghie di trasmissione» sarebbe impossibile una dittatura dotata di una certa solidità.
Non si può – dice Lenin – realizzare la dittatura senza alcune «cinghie di trasmissione» che vadano dall’avanguardia alla massa della classe avanzata, da questa alla massa dei lavoratori... Il partito, per così dire, assorbe l’avanguardia del proletariato e questa avanguardia realizza la dittatura del proletariato. Se non si ha una base come i sindacati, non è possibile realizzare la dittatura, non è possibile adempiere le funzioni statali. Bisogna quindi adempierle attraverso (il corsivo è mio. J. St.) una serie di istituzioni speciali, sia detto ancora una volta, di un tipo completamente nuovo, cioè: attraverso (il corsivo è mio. J. St.) l’apparato sovietico (Sui sindacati, sul momento presente, ecc., 1921).
Espressione suprema della funzione dirigente del partito, per esempio da noi, nell’Unione Sovietica, nel paese della dittatura del proletariato, deve essere considerato il fatto che, senza una direttiva del partito, nessuna questione politica od organizzativa importante viene risolta dalle nostre organizzazioni sovietiche e dalle altre organizzazioni di massa. In questo senso si potrebbe dire che la dittatura del proletariato è essenzialmente la «dittatura» della sua avanguardia, la «dittatura» del suo partito, come forza dirigente fondamentale del proletariato. Ecco che cosa diceva Lenin a questo proposito al II Congresso dell’Internazionale comunista:
Tanner dice di essere per la dittatura del proletariato, ma che si rappresenta la dittatura del proletariato in modo alquanto diverso da noi. Egli dice che per dittatura del proletariato noi intendiamo in sostanza (il corsivo è mio. J. St.) la dittatura della sua minoranza organizzata e cosciente. Ed effettivamente, nell’epoca del capitalismo, quando le masse operaie sono soggette a uno sfruttamento continuo e non possono sviluppare le loro capacità umane, per i partiti politici operai il tratto più caratteristico è proprio che essi possono abbracciare soltanto una minoranza della loro classe. Il partito politico non può riunire che una minoranza della classe, allo stesso modo che gli operai veramente coscienti, in ogni società capitalista, non formano che la minoranza di tutti gli operai. Perciò siamo obbligati a riconoscere che solo questa minoranza cosciente può dirigere le grandi masse operaie e condurle al suo seguito. E se il compagno Tanner dice di essere nemico del partito, ma nello stesso tempo dice di volere che la minoranza degli operai meglio organizzati e più rivoluzionari mostri la via a tutto il proletariato, allora io dico che, in realtà, non v’è differenza fra noi (La funzione del partito comunista, in L’Internazionale Comunista, op. cit.).
Ma questo vuol forse dire che fra dittatura del proletariato e funzione dirigente del partito («dittatura» del partito) si possa mettere un segno di eguaglianza, che si possa identificare la prima con la seconda, sostituire alla prima la seconda? Naturalmente, no. Naturalmente, non lo si può. Sorin, per esempio, dice che «la dittatura del Proletariato è la dittatura del nostro partito» (Dottrina di Lenin sul partito, p. 95). Questa tesi, come vedete, identifica la «dittatura del partito» con la «dittatura del proletariato». Possiamo, restando sul terreno del leninismo, ritenere giusta questa identificazione? No, non lo possiamo. Ed ecco perché.
Primo. Nel passo sopra citato del discorso di Lenin al II Congresso dell’Internazionale comunista, Lenin non identifica affatto la funzione dirigente del partito con la dittatura del proletariato. Egli si limita a dire che «solo una minoranza cosciente (cioè il partito. J. St.) può dirigere le grandi masse operaie e condurle al suo seguito», che precisamente in questo senso, «per dittatura del proletariato noi intendiamo, in sostanza, (il corsivo è mio. J. St.) la dittatura della sua minoranza organizzata e cosciente». Dire «in sostanza» non significa ancora dire «per intero». Noi diciamo spesso che la questione nazionale è, in sostanza, una questione contadina. E ciò è assolutamente giusto. Ma questo non significa ancora che la questione nazionale coincida con la questione contadina, che la questione contadina sia eguale, per ampiezza, alla questione nazionale, che la questione contadina s’identifichi con la questione nazionale. Non v’è bisogno di dimostrare che la questione nazionale è, per ampiezza, più vasta e più ricca della questione contadina. Lo stesso si deve dire, per analogia, della funzione dirigente del partito e della dittatura del proletariato. Se il partito realizza la dittatura del proletariato e se, in questo senso, la dittatura del proletariato è, in sostanza, la «dittatura» del suo partito, questo non significa ancora che la «dittatura del partito» (la sua funzione dirigente) sia identica alla dittatura del proletariato, che la prima, per ampiezza, sia eguale alla seconda. Non vi è bisogno di dimostrare che la dittatura del proletariato è, per ampiezza, più vasta e più ricca della funzione dirigente del partito. Il partito realizza la dittatura del proletariato, ma realizza la dittatura del proletariato e non una qualunque altra dittatura. Chi identifica la funzione dirigente del partito con la dittatura del proletariato, sostituisce alla dittatura del proletariato la «dittatura» del partito.
Secondo. Nessuna decisione importante delle organizzazioni di massa del proletariato viene presa senza le direttive del partito. È del tutto giusto. Ma si può forse dire che la dittatura del proletariato si riduca alle direttive del partito? Si può forse dire, per questo motivo, che le direttive del partito possano essere identificate con la dittatura del proletariato? Naturalmente, no. La dittatura del proletariato consiste nelle direttive del partito, più l’applicazione di queste direttive da parte delle organizzazioni di massa del proletariato, più la loro messa in pratica da parte della popolazione. Come vedete, abbiamo a che fare qui con tutta una serie di transizioni e di gradi intermedi che sono ben lungi dal costituire l’aspetto meno importante della dittatura del proletariato. Tra le direttive del partito e la loro messa in pratica stanno, per conseguenza, la volontà e l’attività delle masse che sono dirette, la volontà e l’attività della classe, la sua volontà (o il suo rifiuto) di appoggiare queste direttive, la sua capacità (o incapacità) di applicare queste direttive, la sua capacità (o incapacità) di applicarle come la situazione lo esige. Non occorre dimostrare che il partito, pur avendo assunto la funzione dirigente, non può non tener conto della volontà, della situazione, del grado di coscienza delle masse che esso dirige, non può non tener conto della volontà, della situazione e del grado di coscienza della propria classe. Perciò, chi identifica la funzione dirigente del partito con la dittatura del proletariato, sostituisce alla volontà e all’attività della classe le direttive del partito.
Terzo. «La dittatura del proletariato – dice Lenin – è la lotta di classe del proletariato che ha vinto e ha preso nelle sue mani il potere politico» (Come si inganna il popolo..., op. cit.). In che cosa può esprimersi questa lotta di classe? Essa può esprimersi in una serie di azioni armate del proletariato contro i tentativi di riscossa della borghesia rovesciata o contro l’intervento della borghesia straniera. Può esprimersi nella guerra civile, se il potere del p...
Table of contents
- Collana
- Colophon
- Frontespizio
- Questioni Del leninismo
- II L’essenziale nel leninismo
- III La questione della rivoluzione «permanente»
- IV La rivoluzione proletaria e la dittatura del proletariato
- V Il partito e la classe operaia nel sistema della dittatura del proletariato
- VI La questione della vittoria del socialismo in un solo paese
- VII La lotta per la vittoria dell’edificazione del socialismo
- Indice
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