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La Divina Commedia
About this book
Poema in terza rima, iniziato nel 1307, composto di tre Cantiche (Inferno, Purgatorio, Paradiso) che comprendono 100 canti complessivi: 34 l'Inferno, 33 ciascuno il Purgatorio e il Paradiso. Argomento dell'opera è il viaggio compiuto da Dante nell'Oltretomba. Tre guide conducono il poeta: Virgilio nell'Inferno, e parte del Purgatorio, fino all'Eden; Beatrice, la donna amata da Dante in gioventù e il cui ricordo lo ha distolto dal traviamento, conduce il poeta fino all'Empireo, alla Rosa celeste; e San Bernardo che mostra a Dante la gloria di Dio. Il viaggio dura circa una settimana e ha inizio nella notte del Venerdì Santo, l'8 aprile 1300.
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Information
Purgatorio
Purgatorio: Canto I (indice)
omai la navicella del mio ingegno,
che lascia dietro a sé mar sì crudele;
dove l'umano spirito si purga
e di salire al ciel diventa degno.
o sante Muse, poi che vostro sono;
e qui Calïopè alquanto surga,
di cui le Piche misere sentiro
lo colpo tal, che disperar perdono.
che s'accoglieva nel sereno aspetto
del mezzo, puro infino al primo giro,
tosto ch'io usci' fuor de l'aura morta
che m'avea contristati li occhi e 'l petto.
faceva tutto rider l'orïente,
velando i Pesci ch'erano in sua scorta.
a l'altro polo, e vidi quattro stelle
non viste mai fuor ch'a la prima gente.
oh settentrïonal vedovo sito,
poi che privato se' di mirar quelle!
un poco me volgendo a l'altro polo,
là onde 'l Carro già era sparito,
degno di tanta reverenza in vista,
che più non dee a padre alcun figliuolo.
portava, a' suoi capelli simigliante,
de' quai cadeva al petto doppia lista.
fregiavan sì la sua faccia di lume,
ch'i' 'l vedea come 'l sol fosse davante.
fuggita avete la pregione etterna?»,
diss' el, movendo quelle oneste piume.
uscendo fuor de la profonda notte
che sempre nera fa la valle inferna?
o è mutato in ciel novo consiglio,
che, dannati, venite a le mie grotte?».
e con parole e con mani e con cenni
reverenti mi fé le gambe e 'l ciglio.
donna scese del ciel, per li cui prieghi
de la mia compagnia costui sovvenni.
di nostra condizion com' ell' è vera,
esser non puote il mio che a te si nieghi.
ma per la sua follia le fu sì presso,
che molto poco tempo a volger era.
per lui campare; e non lì era altra via
che questa per la quale i' mi son messo.
e ora intendo mostrar quelli spirti
che purgan sé sotto la tua balìa.
de l'alto scende virtù che m'aiuta
conducerlo a vederti e a udirti.
libertà va cercando, ch'è sì cara,
come sa chi per lei vita rifiuta.
in Utica la morte, ove lasciasti
la vesta ch'al gran dì sarà sì chiara.
ché questi vive e Minòs me non lega;
ma son del cerchio ove son li occhi casti
o santo petto, che per tua la tegni:
per lo suo amore adunque a noi ti piega.
grazie riporterò di te a lei,
se d'esser mentovato là giù degni».
mentre ch'i' fu' di là», diss' elli allora,
«che quante grazie volse da me, fei.
più muover non mi può, per quella legge
che fatta fu quando me n'usci' fora.
come tu di', non c'è mestier lusinghe:
bastisi ben che per lei mi richegge.
d'un giunco schietto e che li lavi 'l viso,
sì ch'ogne sucidume quindi stinghe;
d'alcuna nebbia, andar dinanzi al primo
ministro, ch'è di quei di paradiso.
là giù colà dove la batte l'onda,
porta di giunchi sovra 'l molle limo:
o indurasse, vi puote aver vita,
però ch'a le percosse non seconda.
lo sol vi mosterrà, che surge omai,
prendere il monte a più lieve salita».
sanza parlare, e tutto mi ritrassi
al duca mio, e li occhi a lui drizzai.
volgianci in dietro, ché di qua dichina
questa pianura a' suoi termini bassi».
che fuggia innanzi, sì che di lontano
conobbi il tremolar de la marina.
com' om che torna a la perduta strada,
che 'nfino ad essa li pare ire in vano.
pugna col sole, per essere in parte
dove, ad orezza, poco si dirada,
soavemente 'l mio maestro pose:
ond' io, che fui accorto di sua arte,
ivi mi fece tutto discoverto
quel color che l'inferno mi nascose.
che mai non vide navicar sue acque
omo, che di tornar sia poscia esperto.
oh maraviglia! ché qual elli scelse
l'umile pianta, cotal si rinacque
Purgatorio: Canto II (indice)
lo cui meridïan cerchio coverchia
Ierusalèm col suo più alto punto;
uscia di Gange fuor con le Bilance,
che le caggion di man quando soverchia;
là dov' i' era, de la bella Aurora
per troppa etate divenivan rance.
come gente che pensa ...
Table of contents
- Inferno
- Purgatorio
- Paradiso
Frequently asked questions
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