Tutti possediamo una soffitta particolare situata nel cuore dove, nella penombra di quel luogo misterioso, la memoria custodisce i nostri ricordi. A tutti fa piacere entrarvi in punta di piedi per rovistarla, per stanare e rivivere i momenti più piacevoli della nostra esistenza, quelli strapieni di affetti e volti indimenticabili, di canzoni rimaste ad echeggiare tra le nostre emozioni, di parole diventate sacre, punti cardinali, monumenti al passato e all'esistenza. In quella soffitta, però, vengono accatastati anche i ricordi meno piacevoli. Vengono conservate anche le parole che preferiremmo dimenticare, i lividi inferti dalla vita, i nomi delle persone che non avremmo voluto mai incontrare. Questa diversificazione non è consentita perché non abbiamo altro contenitore specifico per effettuare una saggia raccolta differenziata delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti. Non possiamo conservare in altro luogo o in altro hard disk della memoria i momenti più amarulenti che hanno turbato la nostra quotidianità. Nella soffitta del tempo più caro dobbiamo tenerli insieme ai ricordi più belli.

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Nella soffitta del tempo più caro
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Information
I SICILIA MUOIONO E RESUSCITANO OGNI GIORNO
E venne il tempo
in cui scese il sipario
sulla storia della nostra terra
in cui scese il sipario
sulla storia della nostra terra
I lupi sbranarono gli avanzi
e le pecore bruciarono le pagine
e le pecore bruciarono le pagine
della nostra gloria
Non c’era più il vento né la neve
mancava la luna
agonizzava il sogno e la speranza
mancava la luna
agonizzava il sogno e la speranza
Rimase sui nostri davanzali
solo qualche goccia di stupore
e la voce dei tarli ormai padroni
solo qualche goccia di stupore
e la voce dei tarli ormai padroni
Mancava l’acqua
e mancavano le stelle
e mancavano le stelle
Le cavallette invasero la terra
Era il flagello
promesso ai mendicanti
e ai fornicatori
promesso ai mendicanti
e ai fornicatori
Di frumento ne rimase qualche chicco
smarrito tra i ricordi e le bisacce
smarrito tra i ricordi e le bisacce
Il nostro pane
non sapeva di terra né di vento...
non sapeva di terra né di vento...
aveva il sapore della nostalgia
Era figlio di un altro seme
di un altro mondo
di un altro mondo
Rivedo il mio tempo adolescente
come favola sbiadita
sulla tela della mia memoria
come favola sbiadita
sulla tela della mia memoria
Mi è rimasta negli occhi
la nostra primavera
la nostra prima scuola
la maestra
con gli occhiali posti sopra il naso
e poi valigie... binari... panchine...
la nostra prima scuola
la maestra
con gli occhiali posti sopra il naso
e poi valigie... binari... panchine...
sguardi smarriti tra i ricordi
atmosfera di pioggia e di disagio
atmosfera di pioggia e di disagio
Ho nel cuore mia madre
che mi diceva studia...
che mi diceva studia...
la sua voce è diventata un’eco
una spiga vuota dentro l’anima
una spiga vuota dentro l’anima
Sono fuggito anch’io dalla mia casa
dalla mia strada
dalla mia strada
dai miei pensieri di rivoluzionario
castrato dalla povertà
Sono diventato un cacciavite
in un paese che non mi apparteneva
che non guardava
dove guardava il servo in tuta blu
che non guardava
dove guardava il servo in tuta blu
Ero testimone di un sorpruso
di un progresso che non mi apparteneva
di una transumanza
verso un futuro ritenuto dignitoso
verso il pane da offrire ai nostri figli
di una transumanza
verso un futuro ritenuto dignitoso
verso il pane da offrire ai nostri figli
Vegliavo i miei progetti inceneriti
e ogni tanto piangevo
per non guardare in faccia la realtà
e ogni tanto piangevo
per non guardare in faccia la realtà
Torino era la porta del mio inferno
Sono andato via da questa terra
e con me ho portato il marranzano
la voce singhiozzante di mia madre
e con me ho portato il marranzano
la voce singhiozzante di mia madre
e l’umiltà dei mendicanti
Sono andato altrove
per compensare il niente
in cui agonizzava la nostra gioventù
in cui agonizzava la nostra gioventù
I padroni avevano cancellato
il diritto di essere e di vivere
avevano rubato tutto
anche il futuro della nostra isola
il diritto di essere e di vivere
avevano rubato tutto
anche il futuro della nostra isola
Avevano depredato i nostri sogni
quelli seminati nei viali
del nostro paradiso saccheggiato
quelli che avrebbero messo in moto
quest’isola graffiata
calpestata
ingiuriata
ma sempre in grado di ricominciare
quelli seminati nei viali
del nostro paradiso saccheggiato
quelli che avrebbero messo in moto
quest’isola graffiata
calpestata
ingiuriata
ma sempre in grado di ricominciare
Siamo stati stanati dalla fame
Con valigie di cartone
siamo andati altrove
dove servivano le nostre braccia
solo le nostre braccia
siamo andati altrove
dove servivano le nostre braccia
solo le nostre braccia
Abbiamo sotterrato i nostri sogni
i nostri progetti
la nostra lingua
la nostra lingua
Siamo diventati dei robot
in un mondo senz’anima né cuore
un mondo che ci ricattava
offrendoci l’illusione del futuro
Le falci e gli aratri
li abbiamo deposti nei musei
li abbiamo deposti nei musei
Abbiamo imparato a scioperare
a innalzare cartelli di protesta
a sventolare bandiere rosse
da piazza San Carlo a Piazza Politeama
Abbiamo dato fuoco ai nostri desideri
Eravamo vivi
Questa è la rivincita dei vinti
il riscatto della nostra dignità
il riscatto della nostra dignità
Abbiamo subìto il miracolo
che fa di noi dei sopravvissut...
che fa di noi dei sopravvissut...
Table of contents
- NELLA SOFFITTA DEL TEMPO PIÙ CARO
- NELLA SOFFITTA
- NOTA DELL’AUTORE
- ERAVAMO A NATALE
- TRA I BANCHI DELLA SCUOLA
- IL MIO NOME ERA D’ARTAGNAN
- IN QUEL TEMPO
- LA VITA SCORREVA LENTA
- I SICILIA MUOIONO E RESUSCITANO OGNI GIORNO
- NOSTALGIA DI PAESE
- UNA VECCHIA FOTO
- UNA SERA D’INVERNO A CASTELBUONO
- LA FAVOLA PIÙ BELLA
- UNA VOLTA... i carrettieri
- UN PAESE NEL CUORE
- VOCE D’INCUDINE
- IL MIO PAESE
- LA SINFONIA DEL VENTO
- IL LUOGO DELLA MEMORIA
- INFINITO SOGNOA OCCHI APERTI
- LA VOCE DELLA STORIA
- NOSTALGIA
- SUL DAVANZALE DEI RICORDI
- SUL DAVANZALE DELLA NOTTE
- INNO ALL’AVVENIRE...
- VACANZE AL MIO PAESE
- ARRIVEDERCI
- IMPRONTE
- IL MIO PAESE
- GLI ALBERI DEL SOLE
- IL NOSTRO PAESE
- IL PAESE CHE AMO
- IL MIO PAESE EMOTIVO
- PREGHIERE DI FRUMENTO
- LA MIA CASA
- STUPORE
- IL MIO PAESE È UNO STRADIVARI
- PER QUESTA TERRA
- NOTA DI CHIUSURA DELL’AUTORE
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