Questo libro racconta la storia di un'impresa specializzata nella consulenza alla pubblica amministrazione. DTM ha voluto essere – e vuole essere tuttora – un'opportunità per chi l'ha fondata e chi ci lavora per affermare innanzitutto la dignità del proprio lavoro, cioè del lavoro ben fatto per sé e per gli altri, considerando la competenza tecnica come strumento da usare alla stessa stregua di una chiave a stella (quella famosa del libro di Primo Levi). In un mondo in cui la consulenza assomiglia sempre più a un esercizio da intelligenza artificiale (come il computer HAL 9000 del film 2001, Odissea nello spazio), raffinatissima e perfezionatissima ripetizione meccanica di regole e schemi, DTM affronta incarichi, anche grandi e complessi, con l'approccio e la passione di un artigiano che ha davanti a sé, innanzitutto, l'opera su cui esercitare la sua azione, non lo strumento che maneggia. E così cerca di contribuire a realizzarne lo scopo. Forse, a ben vedere, la sostanza di DTM – che nel 2021 festeggia vent'anni di attività – sta proprio tutta qui: nella dialettica tra HAL 9000 e una chiave a stella.

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Un lavoro fatto per bene
DTM, vent'anni tra HAL 9000 e la chiave a stella
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About this book
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Information
Publisher
Rubbettino EditoreeBook ISBN
9788849870411
Year
2021L’alba di una svolta
Marzo 2001
«Signori, prego, accomodatevi». Il notaio Romano Rebuffo invita Diego Fea e Michelangelo Penna a sedersi attorno al tavolo. Lui è in piedi ed è pronto a leggere l’atto di costituzione della società a responsabilità limitata che i due amici e soci guideranno da oggi in poi.
È il 2 marzo 2001 e i tre sono riuniti nel solenne studio del professionista, a Torino. Diego ha appena 40 anni, Michelangelo 32, e sono evidentemente emozionati. Sarebbe strano il contrario. Stanno compiendo un passo non da poco nella loro vita. Stanno diventando imprenditori. E hanno il “pallino” dell’educazione, della formazione dei giovani e dei loro insegnanti, ma di quella formazione che aiuta a trovare il lavoro che fa per sé, per la propria realizzazione personale.
A loro interessa provare a impegnare le proprie energie per sostenere ciò che in economia è chiamato “capitale umano”. Ognuno di noi – questo il senso di quella espressione – porta dentro di sé un “capitale” che va tirato fuori, che va valorizzato. E Diego e Michelangelo, grazie alle attività svolte fino a questo momento nei rispettivi posti di lavoro, hanno maturato una profonda passione per questi percorsi delle persone.
Diego è stato finora responsabile della progettazione e della gestione dei corsi di formazione professionale organizzati da un’agenzia che ha già una certa fama a Torino: si chiama “Immaginazione e Lavoro”.
Michelangelo, invece, per fare il passo di oggi, ha lasciato l’incarico di direttore del Consorzio Scuole Lavoro, un ente di livello nazionale che raccoglie e cerca di favorire, attorno a linee e iniziative comuni, numerose strutture educative e formative attive in varie parti della penisola. Entrambi, come si è soliti dire in questi casi, fanno un bel lavoro, hanno soddisfazioni.
Sono giovani e hanno famiglie persino numerose (cosa insolita, di questi tempi). Soprattutto nel caso di Diego. Lui e la moglie, Donatella, hanno infatti dato vita a Caterina, Teresa, Chiara, Maddalena e ora anche a un maschio, Marcello. Michelangelo e la moglie Giorgia sono invece papà e mamma di Costanza e di Carlo.
Ad aver scombussolato i loro piani di vita e di professione sono stati alcuni amici, Dario, Cristiana, Gianni e, con questi, un certo Marino Bassi, dirigente alla Regione Lombardia, che li ha letteralmente “catturati” alla “causa” in cui si è lanciata l’amministrazione lombarda, con il secondo mandato del presidente Roberto Formigoni: favorire la realizzazione di «un’offerta di percorsi formativi, capace di accompagnare ogni persona a una crescita educativa, culturale e professionale generale», come un giorno Marino ebbe a dire loro, incontrandoli a Milano.
Una strategia che punta sulla «valorizzazione della formazione professionale come ipotesi pedagogica in sé, originale e distinta dall’altro canale educativo, quello scolastico, e lontana dal rappresentarne una semplice scappatoia per i giovani che non ce la fanno». Insomma, un mondo della formazione professionale per niente in soggezione rispetto a quello tradizionale della scuola.
«Venite a darmi una mano», ha detto Marino, un giorno, a Diego e Michelangelo, cogliendo in loro un’esperienza utile a rendere concrete quelle idee. E loro hanno risposto «sì», con l’entusiasmo di chi intuisce una corrispondenza tra un’opportunità per alcuni versi inattesa e il proprio desiderio di realizzazione professionale e personale.
E dunque, ora, seduti attorno al tavolo del notaio, stanno obbedendo a due “voci” risuonate fortemente nei loro animi: da una parte, la stima per Marino, dall’altra, la consapevolezza di trovarsi in un momento storico importante, senza precedenti, per la formazione professionale: la Comunità europea sta mettendo in campo ingenti risorse finanziarie – i fondi strutturali – con tutta una serie di programmi per la valorizzazione del cosiddetto capitale umano, che giocheranno un ruolo fondamentale nell’inclusione sociale e lavorativa dei giovani e nella riqualificazione degli adulti senza lavoro.
Sono risorse importanti, ma accompagnate da regole complesse. Le stesse che Diego e Michelangelo hanno dovuto osservare nelle loro precedenti esperienze operative, sviluppando una competenza che può ora esser messa a servizio delle istituzioni che di quelle risorse devono fare buona programmazione.
Nei pensieri di Diego e Michelangelo nessun sogno di business, né, tantomeno, l’ambizione di definirsi “imprenditori”. Nessuna “fame” di “sfruttare” l’occasione. Qualcuno dirà: ingenui? Sì, ingenui, semplici, seri, spinti da un ideale.
Si conoscono da tempo, i due. Hanno condiviso rapporti, amicizie e ideali; hanno lavorato persino in uffici molto vicini: l’uno al terzo piano, l’altro al quarto, dello stesso stabile.
Dopo aver incontrato Marino Bassi, per un po’ di mesi gli hanno offerto il loro aiuto a titolo personale. Ma, a mano a mano che sono stati coinvolti nelle iniziative di programmazione e progettazione dei bandi lombardi del Fondo sociale europeo per la formazione professionale e il lavoro, si sono resi conto della necessità di dare al loro impegno una forma adeguata. Non basta più la collaborazione come consulenti; ci vuole un’impresa.
Ci volevano degli imprenditori. Occorreva, dunque, uno “strappo” rispetto al proprio lavoro e l’assunzione del rischio di mettersi in proprio, per costruire un nuovo futuro… E con tutti quei figli già sulle spalle…
***
«Allora, signori, adesso leggo il motivo per cui siete oggi nel mio studio» annuncia il notaio, dopo aver pronunciato le loro generalità.
Tra i signori Fea Diego e Penna Michelangelo è costituita una società a responsabilità limitata sotto la denominazione Dispositivi Tecniche Metodologie s.r.l. siglabile D.T.M s.r.l. La società ha sede in Torino, via Amendola n. 6.
Potranno essere istituite altrove e ovunque, anche all’estero, sedi secondarie, uffici, agenzie, succursali, rappresentanze, magazzini e depositi.
La società ha per oggetto l’organizzazione di servizi diversi e in particolare potrà: svolgere attività di consulenza e assistenza tecnica a favore di enti pubblici – soprattutto gli enti locali – attraverso interventi indirizzati a migliorarne l’efficienza e la competitività, anche attraverso azioni che permettano la migliore allocazione delle risorse disponibili; svolgere attività di analisi, di studio, di ricerca per enti pubblici e privati; organizzare, promuovere e gestire, per conto proprio o di terzi, pubblicazioni, seminari, incontri e convegni, nonché effettuare indagini demoscopiche e ricerche di mercato; promuovere, progettare e svolgere attività di formazione e aggiornamento professionale dei dipendenti pubblici e privati, ivi inclusa l’attività per la preparazione per l’accesso a pubblici impieghi…
Il notaio legge, sempre più velocemente, l’atto di costituzione della società, ma Diego e Michelangelo non ascoltano più… A casa hanno letto e riletto il testo e sono più che convinti che sia tutto a posto, che non ci siano problemi di sorta… Così, mentre gli occhi appaiono fissi sul professionista che sta svolgendo con sollecitudine il suo lavoro, la loro mente – invece – vola… Torna al passato, ai passi compiuti che li hanno portati fin qui…
Diego (pensa):
– Non avrei mai immaginato di arrivare a questo punto. Mi ero iscritto al corso di laurea in Filosofia e, dentro di me, sognavo una carriera universitaria. Altro che fare l’imprenditore nel campo della consulenza… Mi appassionava il pensiero di Norberto Bobbio e avrei percorso volentieri quella strada. Arrivai fino a metà tesi… una tes...
Table of contents
- Sinossi
- Indicazione di collana
- Frontespizio
- Colophon
- Proemio
- L’alba di una svolta
- Un decennale in cima alla collina
- Volti di DTM
- Una nave in mare aperto
- Un tributo