Salve Regina, Madre di Misericordia
La frase originaria era «Salve, Regina di Misericordia» alla quale in seguito è stato aggiunto il titolo di Madre. Le due possibilità sono ricche di significato e di contenuto teologico.
Maria è Regina di Misericordia, perché suo Figlio, il Re dell’Universo, le ha dato questo ministero, il servizio della Misericordia. Ella si china, col suo cuore totalmente simile a quello di Gesù, su tutte le miserie e le ferite umane e versa l’olio della Misericordia e il vino della gioia.
Gesù il Cristo è la Misericordia del Padre eterno e si è posato sulle braccia di Maria nella grotta di Betlemme affinché essa la dia come Pane Vivo a tutti gli affamati della Vita.
I Pastori delle praterie di Betlemme erano i più poveri, i più miseri del paese e sono andati alla Grotta, seguendo l’invito degli angeli, per vedere ciò che succedeva. Senza saperlo hanno ricevuto la grazia di essere coloro che per primi hanno accolto il Verbo Eterno sulla terra. Forse non hanno capito granché, ma ne sono ripartiti lodando il Signore.
Chiamiamo Maria Regina non per metterla su un piedistallo e guardarla da lontano senza permetterle di toccare la nostra miseria, di mettere il balsamo della Luce sul nostro peccato, facendo sì, in fondo, che non lo veda. Invece Lei è Regina nel Regno di Dio, che non è un Regno con leggi oppressive, con una polizia che chiude tutti nella sottomissione oppure un Regno in cui il Re distribuisce i suoi favori e i suoi privilegi in modo arbitrario. Il Regno di Dio è unicamente un Regno di Misericordia in cui la legge suprema è il volto del Re. Cristo è Re e nel suo Regno dove i poveri e tutti quelli che hanno bisogno o mancano di ciò che dà la vita, si sentono veramente e pienamente cittadini e sono i Grandi del Regno. I poveri, gli umili, i perseguitati, gli affamati e gli assetati, i miseri vi abitano al loro posto, nella loro Patria ed entrano attraverso le porte spalancate, senza essere fermati, spogliati o respinti.
Maria è Regina solamente di quel Regno in cui suo Figlio le ha dato ogni potere. Ma Lei ha un solo potere: quello di usare Misericordia. Negli altri tipi di poteri umani, anche se il mondo intero e tutte le nazioni le sono consacrate, non esercita nessun potere e soprattutto non un potere dispotico.
Dicendo «Salve, Regina di Misericordia», anche noi ci spogliamo di ogni potere che non sia dono di Misericordia; infatti ogni cristiano, al seguito del Verbo incarnato, il Figlio di Dio e di Maria, non può agire e aiutare i suoi fratelli se non servendo e dando Misericordia.
La nostra vita è un tempo in cui occorre vivere la Misericordia, senza scoraggiamenti, senza stanchezza, senza rancori, senza ripiegamenti su di sé. La vita che ci è data è una grande ricchezza e può essere di una grande bellezza, è fatta di tempo, ma, se non è un tempo di Misericordia, è un tempo sprecato, un tempo corrotto, una vita persa, abusata.
Gesù ha detto: «Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo». Egli ha dato tutto a sua Madre, anche di essere, anch’essa, la porta. La porta è un segno: accoglienza o esclusione, porta aperta o porta chiusa. Maria è una porta aperta attraverso la quale Dio esce per venire a noi e noi possiamo accedere a Dio. Porta aperta, che lascia la libertà di scegliere. La Porta è aperta, invita non obbliga. Se non invitasse non si avrebbe la libertà di scegliere.
Chiamiamo Maria anche Madre di Misericordia, perché non possiamo dimenticare che non vi è altra Misericordia oltre a quella del Padre di ogni bontà, ricco di Misericordia, che ci dona il suo ...