
eBook - ePub
Donne dentro la guerra
Il primo conflitto mondiale in area veneta
- 233 pagine
- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub
Informazioni su questo libro
La Grande Guerra non è stata un'esperienza omogenea per la popolazione civile. Nella cosiddetta "zona di guerra", a ridosso dei fronti di combattimento, le donne subirono in anteprima gli effetti di una guerra totale: bombardamenti e devastazioni, commistione con le truppe, requisizioni, violenze, stupri, evacuazioni e profugato. Il coinvolgimento nelle vicende belliche accentuò il loro ruolo di vittime, ma stimolò anche per converso un protagonismo più attivo con l'assunzione di ruoli e incarichi rilevanti sul fronte interno.
Il libro analizza questi diversi aspetti, mettendo a fuoco le ripercussioni sulla vita quotidiana, il dibattito politico, la mobilitazione delle donne, l'attività dei Comitati di assistenza civile, il ruolo e l'azione di alcune figure di protagoniste.
Il quadro che ne emerge, per alcuni versi inedito, mostra una realtà a lungo oscurata nella ricostruzione delle memorie, aggiungendo un tassello importante alla storia della Grande Guerra in una prospettiva di genere.
Scelto da 375,005 studenti
Accedi a oltre 1 milione di titoli a un prezzo mensile contenuto.
Studia in modo più efficiente con i nostri strumenti dedicati.
Informazioni
Argomento
StoriaCategoria
Storia del XX secoloII
Eventi e luoghi
Bruna Bianchi
Vivere a Venezia durante la guerra. Le donne, la povertà, il trauma, la protesta*
1. Agosto 1914-marzo 1915. I tumulti delle «popolane»
Mio caro Marito,
Non puoi comprendere con quanto dolore vengo iscriverti questa mia lettera facendoti conoscere che il tuo bambino che tu ami tanto si ritrova in punto di Morte. Dopo circa un mese di Malattia Ora ti prego di cercare di poter venire a Venezia il più presto possibile, onde di poter fare a tempo di vederlo per lultima volta. Inoltre devi sapere che costretta dal bisogno, non avendo altro da impegnare, o dovuto vendere parte della Mobiglia per non languire di fame me i figli, così ora, sono costretta di dormire a terra, ma speriamo che questa benedetta guerra possa avere un termine, al più presto possibile così potrà aprirsi i lavori di nuovo ed allora potremo a farsi tutto cio ahamo perduto. Ora sappi che tutti i miei figli sono tutti disuccupati, e col denaro che mi passa il Governo non posso andar avanti, con le mie brutte considerazioni che mi trovo in grande miseria, Altro non mi resta di salutarti di cuore sperando che forse sarai Meliorato, sperando più presto possibile di vederti così unita ai figli ti mando Mille Bacci
Tua Molie Rumor Luigia.332
Quando Luigia si risolse a scrivere al marito erano trascorsi quasi due anni dall’inizio della gravissima crisi che si era abbattuta sulla città. Venezia, infatti, fu tra le città italiane quella che più soffrì degli sconvolgimenti della guerra. Non lontana dal fronte, minacciata costantemente dal cielo e dal mare, subì un contraccolpo gravissimo sul piano economico dallo scoppio della guerra europea. Per le donne significò perdita del lavoro, mariti disoccupati, malattia e morte dei bambini, lotta quotidiana per la sopravvivenza.
Fin dai primi di agosto 1914 il traffico portuale si era contratto drasticamente per poi cessare del tutto fino alle ultime settimane del 1918. In pochi giorni quasi 1.500 scaricatori restarono senza lavoro.
Poiché il porto di Venezia era soprattutto un porto di importazione, la brusca diminuzione delle navi in arrivo paralizzò l’industria cittadina che occupava un gran numero di donne.333
Per far fronte al dilagare della disoccupazione ed evitare l’esplosione della rabbia popolare il 15 agosto fu istituito il Comitato pro richiamati, disoccupati ed emigranti.334 La prima iniziativa del Comitato, «il 16 agosto, da un’ora all’altra, quando le donne dei nostri scaricatori scesero in piazza…»,335 fu l’istituzione dei Laboratori municipali veneziani. In locali e con macchine da cucire concesse dal Comune, Maria Pezzé Pascolato336 avviò la sezione di Lavori femminili, ricami e trine per operaie disoccupate, ottenne commesse dalla sartoria del Distretto militare e distribuì gran parte delle lavorazioni a domicilio.337 Il Comune, inoltre, organizzò un sistema di buoni alimentari. Quando, il primo settembre, i buoni vennero ridotti e sostituiti con il sistema più parsimonioso delle cucine economiche, il malcontento popolare esplose violento; recarsi a quelle cucine, spesso assai distanti dalle abitazioni, rinunciare alla riservatezza della propria casa, era gravoso e umiliante soprattutto per le donne. Quello stesso giorno, di fronte a palazzo Diedo a Santa Fosca, i disoccupati restituirono o strapparono i buoni e si diressero in corteo verso Rialto. Il giorno successivo una nuova e più violenta dimostrazione di protesta si svolse di fronte al municipio per iniziativa delle donne provenienti dai quartieri poveri della città.
E mentre la disoccupazione dilagava – alla metà del mese di novembre le persone che dovevano fare affidamento sulla beneficenza pubblica erano valutate in 25.000338 – i prezzi salivano.
Il prezzo del grano da luglio a dicembre aumentò del 44% e quello del mais del 35,7%;339 il prezzo del pane a novembre raggiunse le 56 lire il chilo, uno dei valori più elevati d’Italia. I consumi di conseguenza subirono una brusca contrazione e si temevano ulteriori tumulti.340 Nel novembre 1914 così scriveva il sindaco Filippo Grimani nella sua relazione al governo:
Non è più lo spettacolo di una crisi, è l’immagine di una rovina. […] Laboratori chiusi; cantieri agonizzanti; negozi mantenuti in esercizio per rispetto delle apparenze; banchine presso che inerti; operai disoccupati a centinaia per ogni categoria; circa diciottomila persone che vivono a cinque soldi il dì (quasi un ottavo della popolazione!), senza contare i molti lavoratori che possono dare poco alle loro famiglie; numerosi i precetti di sloggio; le case oramai sguarnite di oggetti, anche i più umili, da portare al Monte di pietà; una diffusa tristezza; una crescente sfiducia; un sordo brusio di voci irose.341
Fino al febbraio 1915 il malcontento si manifestò in isolati scoppi di rabbia in occasione della distribuzione dei buoni, che era sempre un momento di grande tensione; i buoni, infatti, erano insufficienti alla vita ed erano elargiti a meno della metà dei disoccupati.342 Quando, ai primi di marzo, ne fu annunciata la sospensione, la reazione popolare non si fece attendere.
La scintilla dei tumulti che si susseguirono per alcuni giorni si accese il 15 marzo in campo San Luca presso un negozio di frutta e verdura a causa del prezzo elevato delle cipolle. La protesta si protrasse per tutta la giornata e si trasferì alla vicina sede del municipio dove alcune donne presentarono un memoriale in cui si chiedeva il calmiere e il ribasso degli affitti. Il giorno successivo, il 16 marzo, una cinquantina di donne tornò a Ca’ Farsetti per ottenere risposta; il rifiuto del sindaco di riceverle riaccese la protesta: al grido di «abbasso la guerra, abbasso i signori» le manifestanti si diressero in piazza San Marco, attraversarono le mercerie e percorsero tutto il centro cittadino: tavoli e sedie rovesciate, vetrine di negozi e caffè in frantumi. Il 18 marzo tra la folla che gremiva calle del Carbon, presso il municipio, comparvero numerosi i ragazzi, i giovani operai, i disoccupati, i facchini. Ad una delegazione Filippo Grimani espose le decisioni della giunta: istituire un calmiere era impossibile, «avrebbe inasprito ulteriormente i bottegai», nulla si poteva fare per ottenere un ribasso degli affitti o una proroga nei pagamenti; ciò che il Comune poteva garantire si limitava ad un lieve ribasso del prezzo della legna e al tentativo di persuadere i macellai a non aumentare il prezzo della carne per una settimana.
Il 18 e 19 marzo le dimostrazioni di protesta investirono l’intera città; il 18 le voci che si levavano dal corteo incitavano i manifestanti a recarsi al Cotonificio e alla Manifattura tabacchi; e mentre al Cotonificio le dimostranti ottenevano la chiusura dello stabilimento e l’uscita delle operaie, a Castello la folla tentava di assaltare la caserma, impegnandosi in duri scontri con la forza pubblica.
Anche ieri Venezia non era più Venezia, la città calma e sicura, ma pareva divenuta un campo di scorrerie, di donne, uomini e ragazzi e carabinieri e guardie e soldati rincorrentisi, azzuffantesi, urlanti, i negozi chiusi, dovunque si poteva credere che passassero baraonde; e guardie e soldati colpiti da sassi… e da coltelli.343
I tumulti che si verificarono nell’agosto 1914 e nella primavera del 1915 erano stati tra i più violenti di quelli segnalati alla Direzione generale di pubblica sicurezza. I protagonisti più accesi furono i ragazzi e le giovani donne.
Giovanissima la ragazza che il primo giorno in campo San Luca propose di incendiare il negozio di frutta e verdura, giovani le donne che furono udite «arringare la folla» a piazza San Marco. Gli imputati che comparvero di fronte ai giudici del tribunale della città per insulti e aggressioni, tranne una donna di 43 anni, erano tutti giovani e adolescenti.
La violenza della protesta popolare non era giunta inaspettata ai socialisti; pochi giorni prima dei tumulti sul «Secolo Nuovo» si poteva leggere che «nel sottosuolo sociale...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Occhiello
- Frontespizio
- Colophon
- I. Su diversi fronti: passaggi e figure
- II. Eventi e luoghi
Domande frequenti
Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Scopri come scaricare libri offline
Perlego offre due piani: Essential e Complete
- Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
- Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 990 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Scopri la nostra missione
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Scopri di più sulla funzione di sintesi vocale
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS e Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app
Sì, puoi accedere a Donne dentro la guerra di Autori Vari, Nadia Maria Filippini in formato PDF e/o ePub, così come ad altri libri molto apprezzati nelle sezioni relative a Storia e Storia del XX secolo. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.