Colloqui. Riflessioni sulla Comunicazione con digressioni su Linguistica e Netiquette
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Colloqui. Riflessioni sulla Comunicazione con digressioni su Linguistica e Netiquette

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Colloqui. Riflessioni sulla Comunicazione con digressioni su Linguistica e Netiquette

Informazioni su questo libro

Un'immersione nel vasto mare della Comunicazione, con riflessioni sui rapporti comunicativi interpersonali e digressioni di Linguistica e Netiquette, intervallati da riflessioni, citazioni, momenti poetici e non, senza la velleità di esaurire il vastissimo argomento, ma con la speranza di dare spunti e ispirazioni per maggiori approfondimenti.

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Informazioni

Parlare…
senza aver niente da dire
comunicare
in silenzio
i bisogni dell’anima
dar voce
alle rughe del volto
alle ciglia degli occhi
agli angoli della bocca
parlare
tenendosi per mano
tacere…
tenendosi per mano
Paul Eluard
COLLOQUI
Riflessioni sulla Comunicazione
con digressioni su Linguistica
e Netiquette
L’immagine in copertina è un’elaborazione grafica che utilizza l’opera del Maestro Etienne “Conversazioni”, visibile a Praiano (SA), sulla Costiera amalfitana.
Indice
Emily Dickinson, Silenzi, 1212
W. Goethe
Introduzione
Cadmo e l’alfabeto
Il Fedro di Platone. Teuth e l’alfabeto
Gorgia, Encomio di Elena
La Semantica
Del Sublime
De Magistro (S. Agostino)
La disputa sugli “universali”
De Vulgari Eloquentia (Dante Alighieri)
La logica di Port Royal
Humpty Dumpty
Georg Wilhelm Friedrich Hegel
Ferdinand De Saussure
Charles Sanders Peirce
Friedric Holderlin
Martin Heidegger. Il colloquio pensante
Ernst Mach
Ludwig Wittgenstein
Il Circolo di Vienna
Rudolf Carnap
Otto Neurath
Alfred Tarski
Il triangolo semiotico (Odgen e Richards)
Comportamentismo
Cognitivismo
Alfred Jules Ayer
Charles Morris
John Langshow Austin
Roman Jakobson
Percy B. Shelley
Karl Marx
L’ipotesi Sapir – Whorf
Willard Quine - l’Olismo della conferma
Gilbert Ryle e lo Spettro della macchina
Karl Otto Apel
Jurgens Habermas
Apel Vs. Habermas
Richard Rorty
Paul Grice
Peter Frederick Strawson
Noam Chomsky
Karl Raimund Popper
Jacques Derrida
John Searle
Daniel Siegel
Hilary Putnam
Paul Ricoeur
Jerry Alan Fodor
Daniel Clement Dennett
Douglas Hofstadter
Derrick de Kerckhove
Daniel Goleman
La Netiquette
Il Leet speack
Codice di comportamento per i Blog
***
Emily Dickinson, Silenzi: 1212
Alcuni dicono che
quando è detta
la parola muore.
Io dico invece che
proprio quel giorno
comincia a vivere
***
“Comunicare l’un l’altro, scambiarsi informazioni è natura; tener conto delle informazioni che ci vengono date è cultura”, diceva Y. W. Von Goethe.
***
Lei (M):… perché non ti piacciono gli emoticon? sono così comodi …
Lui(W): tu usi gli emoticon e poi non ti piace l’arte informale; vanno bene i due punti e la parentesi, poi critichi il water di Duchamp a Venezia, per l’arte moderna…
M : certo
W : quello ha un senso, allora o si accetta tutto o niente
M : mica l’emoticon lo porto al museo…
W : e i due punti ha un senso? Il water è concettuale…
M : no, i due punti hanno un fine pratico, , non è più bello col sorriso? : concettuale poi…direi solo esibizionismo
W : il linguaggio lo considero più sacro dell’immagine
M : dici? Mah…per me non è la forma, ma il contenuto, a rendere sacro o meno qualcosa
W : il concetto è nella decontestualizzazione che rende l’opera comune anche artistica
M : sì, sì, sappiamo, ma non sono mica d’accordo
W : La poesia decontestualizza la parola, rende evanescente la sintassi
M : per la poesia sì, posso anche essere d’accordo
W : i due punti è come per l’etica di Spinoza, la geometria o meglio la matematica applicata al linguaggio
M : certo, more geometrico, c’è bisogno di sintetizzare, anche nel linguaggio
W : si tolgono le vocali, hai notato ? “nn” per dire non, “tt” per dire tutto, “qlcs” per qualcosa…
M : già, si torna al passato, i Fenici non usavano le vocali, che furono poi aggiunte dai Greci…
Questa, o pressappoco questa, la conversazione intercorsa tempo fa, che ha dato il via ad una “full immersion” (perdonate le contaminazioni da altre lingue, ma anche questo è linguaggio), nell’universo “Comunicazione”, immenso, certo, ma navigabile…
***
Siamo tutti d’accordo che comunicare è fondamentale, in ogni tempo e in ogni luogo. Potremmo dire che “comunicare è vita”. Comunicare per farsi capire, seguendo delle regole; ma più importante il contenuto della forma, a volte: “E' meglio che mi riprendano i grammatici anziché non mi comprenda la gente”. (Agostino d'Ippona).
Ma anche la forma, come è importante!
Ricordiamo l’aneddoto della ‘virgola che uccide’:
[…] qualcuno alla virgola dovette la vita. Presentando al suo re la domanda di grazia d’un condannato a morte, il ministro di giustizia vi aggiunse la postilla:
“Grazia impossibile, fucilarlo”.
Ma il sovrano, clemente, presa la penna cancellò la virgola del ministro e ne aggiunse una sua, dopo la prima parola, sicché risultò la frase:
“Grazia, impossibile fucilarlo”.
(Cesare Marchi "Impariamo l’italiano" Rizzoli, pag. 20).
***
Cadmo
Secondo il mito greco, fu Cadmo ad introdurre in Grecia l’alfabeto fonetico, quello cioè a cui ad ogni segno corrisponde un suono. Cadmo, fratello o zio di Europa, figlia del re dei Fenici, secondo le diverse versioni del mito, giunge a Creta per trovare la fanciulla, che è stata rapita da Zeus, il quale ha assunto le sembianze di un toro bianco; non riesce a trovarla, ma torna in patria riportando con sé le lettere dell’alfabeto. L’alfabeto infatti come si sa fu sviluppato dai Fenici, per le loro esigenze commerciali, rifacendosi ai geroglifici egiziani ed alla scrittura cuneiforme mesopotamica. Proprio a Creta si sviluppò un tipo di scrittura sillabica, la Lineare A, che ancora non è stata interpretata, che poi i Micenei trasformarono in Lineare B, scrittura che fu decifrata da Michael Ventris, nel 1953; lo studioso scoprì così, insieme al linguista John Chadwick, che essa era una forma primitiva di greco.
Dunque Cadmo, tornato in patria da Creta, divenne poi il fondatore di Tebe, uno dei centri più importanti della Grecia classica.
Il fatto che l’alfabeto sia collegato al mito di Europa, che da personaggio mitologico si trasformerà in denominazione geografica, è abbastanza singolare: sembrerebbe voler stabilire il primato culturale del continente europeo, primato che è presente nella mentalità eurocentrica, poiché senza dubbio l’alfabeto è stato uno dei principali veicoli di trasmissione di cultura e civiltà.
Prima di Cadmo la conoscenza, e quindi il potere, erano nelle mani della casta sacerdotale, l’unica che sapesse interpretare gli innumerevoli segni della scrittura prealfabetica, difficile da apprendere e da trasmettere, ai contemporanei ed ai posteri.
La semplificazione della scrittura avviò un processo di diffusione del sapere, permettendone...

Indice dei contenuti

  1. Pagina titolo
  2. Willard Van Orman Quine - l’Olismo della conferma
  3. Gilbert Ryle e lo Spettro della macchina