Evelina Morli
Ferrante Morli, suo marito
Lello Carpani, avvocato
Aldo Morli, figlio di Evelina e di Ferrante
Titti Carpani, figlia di Evelina e di Lello
Decio, amico di Aldo
L’avvocato Giorgio Armelli, socio del Carpani
Lucia Armelli, sua moglie
La signora Tuzzi, amica di Evelina
Lisa, vecchia cameriera
Ferdinando, cameriere
Toto
Una giovane, la signora vedova, una vecchia zia, la nipote, Miss Write
Il primo e il terzo atto si svolgono a Firenze, il secondo a Roma.
Oggi
Ricco salotto in casa dell’avvocato Carpani. La comune è nella parete di fondo, verso sinistra. Due usci laterali. Quello a destra dà nello studio del Carpani.
Al levarsi della tela, la scena è vuota. Entrano dalla comune Lisa, vecchia domestica con la cuffia e gli occhiali, stupida e pedante, e Ferrante Morli, bell’uomo, forte, sui quarantacinque anni, sbarbato, con folti e ricci capelli, già tutti grigi, vestito con eleganza un po’ abbondante, all’americana. È in preda a una viva ansietà, ma si sforza di dominarla. Questo sforzo lo fa apparire più d’un po’ strano e distratto.
LISA (dando passo sulla soglia a Ferrante) Ecco, entri qua. Chi debbo annunziare?
FERRANTE Ah, sì... Pedretti, l’ingegner Pedretti. Sono tutti in casa?
LISA Dice anche la signora?
FERRANTE (con foga) La signora, già!
Contenendosi:
Anche... anche la signora.
LISA Sissignore. Credo che sia in casa. Ma lei, scusi, con chi vuol parlare propriamente?
FERRANTE (in fretta) Con l’avvocato, con l’avvocato.
LISA Va bene. S’accomodi. Vado ad annunziarla. – Ha detto, mi pare...?
FERRANTE Che cosa? – Niente.
LISA No. Il nome, scusi. L’ingegnere, come ha detto?
FERRANTE (senz’imbarazzo, cercando di ricordare) Ah, Pe... Pedretti mi pare d’aver detto.
LISA (lo guarda stupita, come se domandasse: «Ma come! Non ne è sicuro?»)
FERRANTE (notando lo stupore, con stizza) Non si confonda, per carità! Sono un po’ distratto.
LISA Ingegnere?
FERRANTE (sbuffando) Dio mio, l’avvocato non mi conosce!
Poi, di scatto, come per darle una lezione:
Lei, scusi, come si chiama?
LISA Io? Lisa.
FERRANTE E che vuole che importi a me che non la conosco, che lei si chiami Lisa, o che si chiami, poniamo, Beatrice? – Dica che c’è un signore che vuol parlargli, e basta così!
LISA Eh, lo so; ma è che il signor avvocato mi rimprovera quando non so ripetergli con precisione i nomi dei signori clienti. – Pedretti... l’ingegner Pedretti...
Così dicendo quasi tra sé, s’avvia verso l’uscio a destra; fa per picchiare con le nocche delle dita, ma se ne trattiene, perché dall’uscio a sinistra irrompono, gridando e ridendo, Aldo e Decio, entrambi sui diciott’anni, elegantissimi; in maniche di camicia, con le racchette in mano.
ALDO (tenendo in una mano dietro la schiena una palla di tennis, che Decio vorrebbe strappargli) No, no! Non te la do! non te la do!
DECIO Ma tocca a me ora, scusa!
ALDO No! Tu non l’hai ripresa! Non te la do!
DECIO Sfido, me l’hai buttata male! Dammela! dammela!
LISA (che s’è turata le orecchie allo schiamazzo, alzando ora le braccia e facendosi avanti) Per favore, non mi fanno sentire se il signor avvocato risponde!
FERRANTE (non riuscendo più a dominarsi fin dall’irruzione dei due giovanotti, facendosi avanti anche lui e dicendo quasi a sé stesso, sospeso e sorridente, con gli occhi ora all’uno ora all’altro) Vorrei indovinare... vorrei indovinare...
DECIO (con sorpresa, scorgendo ora soltanto il visitatore, rivolgendosi ad Aldo) Oh! E chi è il signore?
FERRANTE (c.s.) Vorrei indovinare...
ALDO (stordito) Che cosa?
Lisa approfitta di questa pausa per picchiare all’uscio a destra. Poco dopo lo aprirà e andrà via, richiudendolo.
FERRANTE (ponendosi davanti l’uno e l’altro giovanotto e seguitando a guardarli con ansietà sempre più viva e commossa) Ecco... mi permettano... così accanto...
Poi, dopo aver guardato ancora, bene, l’uno e l’altro negli occhi, posando una mano sulla spalla di Decio, gli domanda:
Aldo? sei tu?
ALDO No, scusi: Aldo sono io.
FERRANTE (deluso, che la così detta «voce del sangue» lo abbia tradito) Ah – lei?
ALDO (ridendo) Oh, bella! E perché, se Aldo era lui
indica Decio
gli dava del tu, e, sapendo che sono io, mi dà del lei?
Ma Decio all’improvviso, approfittando della distrazione di Aldo, gli strappa la palla di mano. Tutt’e due, allora, gridando, prendono a inseguirsi, girando attorno a Ferrante.
DECIO Ah! Eccola, me l...