
I treni dell'accoglienza
Infanzia, povertà e solidarietà nell'Italia del dopoguerra 1945-1948
- 376 pagine
- Italian
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I treni dell'accoglienza
Infanzia, povertà e solidarietà nell'Italia del dopoguerra 1945-1948
Informazioni su questo libro
Decine di migliaia di bambini appartenenti a famiglie povere sono trasferite, tra il 1945 e il 1948, dalle periferie di alcune grandi città industriali, ma principalmente dal Mezzogiorno, verso le regioni del Nord e in particolare verso l'Emilia-Romagna. L'obiettivo è garantirgli cibo, vestiti e assistenza per i mesi invernali. È il risultato di una complessa organizzazione guidata dall'Unione donne italiane e dal Partito comunista, nella convinzione che in uno Stato moderno la tradizionale beneficenza nei confronti dell'infanzia debba essere sostituita da politiche di assistenza. Ed è una forma di solidarietà e di accoglienza che ha una lunga storia alle spalle, dal trasferimento dei figli dei lavoratori in sciopero all'inizio del secolo a quello dei bambini viennesi dopo la Prima guerra mondiale. I treni che nel secondo dopoguerra attraversano l'Italia carichi di bambini diventano, cosí, la rappresentazione piú efficace della lotta contro la povertà e le disuguaglianze, in un Paese che inizia a porre le basi per la ricostruzione.Tra il 1945 e il 1948 l'Unione donne italiane e il Partito comunista organizzano un trasferimento di massa di decine di migliaia di bambini provenienti da famiglie povere di diverse parti d'Italia, prima da Milano e Torino, poi in gran parte dal Mezzogiorno, portandoli in zone dove le condizioni di vita sono relativamente migliori. L'Emilia-Romagna è l'area che ne accoglie il maggior numero, ma è coinvolta buona parte delle regioni italiane. L'operazione è pensata per consentire all'infanzia povera di affrontare i mesi invernali, i piú difficili per le condizioni alimentari e climatiche. Spesso però i bambini si fermano per periodi piú lunghi, a volte tornano negli anni successivi e alcuni decidono di restare con le famiglie che li hanno accolti. Questi treni, chiamati «treni della felicità», sono il simbolo di una complessa operazione di assistenza all'infanzia nella quale, nei primi anni del dopoguerra, è impegnato un gran numero di organizzazioni nazionali e internazionali, partiti, sindacati, enti pubblici e privati, laici e confessionali. È un crocevia nella storia di solidarismo dell'Italia novecentesca ma è al contempo il luogo in cui si intrecciano quattro significative questioni che segnano il secondo dopoguerra: la povertà come categoria economico-sociale; le politiche di assistenza per l'infanzia; il protagonismo femminile in una difficile lotta tra passato e presente; e le modalità con cui il Partito comunista traduce nella società il suo progetto di partito nuovo e nazionale.
Domande frequenti
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Informazioni
Nuovo mondo
Il paese delle meraviglie.
Maso rispose che le piú si trovavano in Berlinzone, terra de’ baschi, in una contrada che si chiamava Bengodi, nella quale si legano le vigne con le salsicce e avevavisi un’oca a denaio e un papero giunta; e eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevano che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi, e poi gli gittavan quindi giú, e chi piú ne pigliava piú se n’aveva; e ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi entro gocciola d’acqua6.
E se i poveri non ne allevano, ciò accade solo perché hanno paura che essi, tirati su peggio di quanto richieda un’esistenza decorosa, crescano servili, ignoranti e privi di ogni qualità. Credendo, infatti, che la povertà sia il male peggiore, non sopportano di trasferirla ai propri figli, come fosse una malattia penosa e grave10.
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Introduzione. La bella politica
- Ringraziamenti
- Sigle e abbreviazioni
- I treni dell’accoglienza
- I. Il dopoguerra dei bambini
- II. Arrivederci a primavera
- III. Salviamo i bimbi di Cassino!
- IV. Il treno piú bello del mondo
- V. In carrozza, si parte!
- VI. Nuovo mondo
- VII. Un lungo epilogo
- Indice dei nomi
- Il libro
- L’autore
- Dello stesso autore
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