Questo libro si propone non solo di divulgare la conoscenza della lingua napoletana ma, soprattutto, di promuoverne la cultura, di cui tutti noi italiani dobbiamo essere orgogliosi. Del resto, è bene preservare i dialetti italiani e proteggere le nostre tradizioni, usanze e origini. Questo Corso di Napoletano, dunque, si rivolge a chiunque ami questa lingua, voglia apprenderla o, semplicemente, approfondirla: è un libro di lingua e cultura napoletana che si rivolge a napoletani e non. Il metodo è ormai noto: leggere un capitolo al giorno, per 30 giorni. In questo modo, ti assicuro che in un mese, potrai parlare napoletano, cantare senza incertezze tutti i pezzi di Pino Daniele, Renzo Arbore, Renato Carosone e Roberto Murolo e seguire serie come L'Amica Geniale o Gomorra, senza l'ausilio dei sottotitoli. Scoprirai tante cose curiose e divertenti su Napoli e i napoletani e, sicuramente, ti verrà voglia di apprezzare al piÚ presto, anche di persona, le tante meraviglie che solo questa città sa offrire.

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COME IMPARARE IL NAPOLETANO IN 30 GIORNI: Corso di Lingua e Cultura
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Linguistics1. LâALFABETO E LA PRONUNCIA
Come giusto che sia, iniziamo il nostro corso di napoletano dalle fondamenta: impariamo la corretta pronuncia delle lettere dellâalfabeto e iniziamo a comprenderne i suoni, ossia a conoscere la fonetica napoletana, lettera per lettera.
A: Si pronuncia come in italiano ma è molto importante in quanto è lâarticolo femminile piĂš usato. Come articolo, si scrive con lâaccento davanti ( âa ) e significa âlaâ.
Esempio: âa mĂ china (lâautomobile).
B: Si pronuncia sempre doppia. Il napoletano, infatti, ama questa lettera e la raddoppia sempre.
Esempio: âo bbabbĂ (il babĂ ); jammucènne âo bbar (andiamo al bar); âsti bbastĂ rd (questi bastardi).
Nota: La B si pronuncia spesso come âVâ. Es. baso (bacio) si legge âvasoâ.
C: Può essere piĂš dura se gutturale, es. stamme âca (siamo qui), âa cchiesa, âo ccafè; oppure piĂš dolce se palatale, es. âo ciĂšccio (lâasinello); âo ciĂ to (il fiato).
Nota: Nel napoletano parlato, spesso la C viene pronunciata G. Es. âNcoppâ (sopra) si può pronunciare anche ângoppâ.
D: Quando è singola, ha un suono simile alla R, ma meno vibrato. Es. doce (dolce) si pronuncia âroceâ; damme (dammi) si pronuncia ârammeâ.
Quando è doppia, si pronuncia come in Italiano. Es. Addoâ staje? (Dove sei?); Adda venĂŹ Baffone (Deve venire Baffone).
E: Se tonica, può essere aperta o chiusa. Atona, si pronuncia come la E atona francese. IMPORTANTE: nei dittonghi tonici IE JE è quasi sempre chiusa, tranne poche eccezioni. Es.: jètta! (getta!).
Nota: In alcuni casi, la E si pronuncia I. Ad esempio, âe riĂ vule (i diavoli), si pronuncia i riĂ vul.
F: Si pronuncia come in italiano. Es. âa fune (la fune); âo fièrro (la pistola); âa furtĂšna (la fortuna).
G: Ha suono gutturale molto morbido. Davanti a U suona come una W, es. âa guĂ llera si legge âa wallera ( lo scroto); âo guĂ ppo si legge âo wappo (giovane dai modi aggressivi); guaglioâ si legge waglioâ (ragazzo); âe guaje si legge âe waje (i guai.
Nel suono palatale (GIA GE GI GIO GIU) si pronuncia sempre doppia. Es. âa giacca; âe gemme, âe ggiuvane (i giovani). Il gruppo GLI ha suono forte, es. lâaglio. Il gruppo GN è come in Italiano. Nel gruppo GR la G non si legge: es. gruòss (grosso) si legge âruòss e grattata si lette ârattĂ ta.
H: Si pronuncia come in italiano. Es. HamsĂŹk (lâex capitano del Napoli).
I: Si pronuncia come in italiano. Es. lâIntèr.
Nota: Accento sullâultima sillaba
In genere, le parole che terminano per consonante, di solito lasciti stranieri, portano lâaccento sullâultima sillaba. Es. Mercedès, JuventĂšs, ecc.
J: Solo nei dittonghi e trittonghi, o in sostituzione della G. Es. Ije (io); jĂ mme (andiamo); âa JuventĂšs (la Juventus); âna janĂ ra (lett. una janara, strega beneventana; fig. una donna cattiva).
K: Ă usata nelle parole o nomi stranieri. Es. Koulibaly (difensore del Napoli).
L: Si pronuncia come in italiano. Es. âo lamiènto (il lamento); âa lòta (lett. la melma; fig. la schifezza).
M: Si pronuncia come in italiano. Es. âo mariuòlo (il ladro); âa munnèzza (lâimmondizia); oâ mĂšnno (il mondo); âa malatĂŹa (la malattia).
N: Si pronuncia come in italiano. Es. âo naso; âo nomme (il nome).
Importante: Si noti che in napoletano, quasi sempre, lâultima lettera non si pronuncia: leggi âo nasâ, âo nommâ.
O: La O tonica può essere aperta o chiusa. Quando precede l'accento si pronuncia U; quando lo segue, ha suono di E atona francese. IMPORTANTE: nel dittongo tonico UO è sempre chiusa!
Nota: nel napoletano parlato, sovente la O si legge U. Es. âO sole si può leggere anche âU sole.
P: Si pronuncia come in italiano. Es. âa porta; âo pino; âa pĂšllece (la pulce); Pullecenèlla (Pulcinella); âo pullo (il pollo).
Q: Si pronuncia come in italiano ma con un suono piĂš morbido. Es. oâ quadro; ma quĂ nno? ( ma quando?).
R: Si pronuncia come in italiano. Ben vibrata, se doppia. Es. arrĂ pe! (apri!); tâarròtano (ti investono).
S: La pronuncia di questa lettera è molto importante nel napoletano. Può essere aspra come nelle parole strĂšnz (stronzo), âo suònno (il sonno o sogno), âa stanza; dolce come âna rosa (una rosa).
Attenzione: Molto importante il suono SC di scèm (scemo). Questo tipo di suono, il napoletano lo usa, impropriamente,...
Table of contents
- INTRODUZIONE
- 1. LâALFABETO E LA PRONUNCIA
- I segreti svelati in questo capitolo
- 2. GLI ARTICOLI
- Esercizi
- Soluzioni
- I segreti svelati in questo capitolo
- 3. LE PREPOSIZIONI
- 3.2. Le preposizioni articolate
- 3.3. Le preposizioni improprie
- Esercizi
- Soluzioni
- I segreti svelati in questo capitolo
- 4. ESSERE E AVERE (I VERBI AUSILIARI)
- 4.1. Il verbo ESSERE
- 4.2. Il verbo AVĂ (AVERE)
- Esercizi
- Soluzioni
- I segreti svelati in questo capitolo
- 5. GLI ALTRI VERBI (Parte I)
- 5.1. Un poâ di verbi ed esempi
- Esercizi
- Soluzioni
- I segreti svelati in questo capitolo
- 6. GLI ALTRI VERBI (Parte II)
- 7. I MESTIERI
- Esercizi
- Soluzioni
- I segreti svelati in questo capitolo
- 8. I NUMERI NAPOLETANI
- 8.1. La Smorfia
- Esercizi
- Soluzioni
- I segreti svelati in questo capitolo
- 9. IL TEMPO E IL CALENDARIO
- 9.1. Lâorologio e le ore
- 9.2. I giorni della settimana, la giornata e le stagioni
- Esercizi
- Soluzioni
- I segreti svelati in questo capitolo
- 10. I COLORI: âE CULĂRE
- Esercizi
- I segreti svelati in questo capitolo
- 11. IL CIBO A NAPOLI: âO MAGNAâ
- Esercizi
- Soluzioni
- 12. LA FAMIGLIA: âA FAMĂGLIA
- Esercizi
- Soluzioni
- I segreti svelati in questo capitolo
- 13. IL CORPO: âO CUĂRPO
- Esercizi
- Soluzioni
- I segreti svelati in questo capitolo
- 14. LA CASA: âA CASA
- Esercizi
- Soluzioni
- I segreti svelati in questo capitolo
- 15. I SALUTI
- Esercizi
- Soluzioni
- I segreti svelati in questo capitolo
- 16. I NOMI
- 16.1. I Cognomi piĂš diffusi
- Esercizi
- Soluzioni
- I segreti svelati in questo capitolo
- 17. I MODI DI DIRE
- Esercizi
- Soluzioni
- I segreti svelati in questo capitolo
- 18. GLI INSULTI
- Esercizi
- Soluzioni
- I segreti svelati in questo capitolo
- 19. LE FESTE
- 19.2. La Pasqua a Napoli
- Esercizi
- Soluzioni
- I segreti svelati in questo capitolo
- 20. IL SEDUTTORE NAPOLETANO
- 21. AL MARE
- 22. LA CANZONE NAPOLETANA
- 22.1. Gli strumenti musicali napoletani
- 23. IL TEATRO NAPOLETANO
- 23.1. Eduardo De Filippo
- 23.2. Antonio De Curtis: Totò
- 23.3. Raffaele Viviani
- 23.4. Massimo Troisi
- 23.5. Il teatro napoletano di oggi
- 24. UNA DOMENICA NAPOLETANA
- 25. UN GIORNO AL MERCATO
- 26. UN INCONTRO CASUALE
- 27. CHIEDERE INFORMAZIONI A NAPOLI
- 28. VISITARE NAPOLI (PARTE I)
- 29. VISITARE NAPOLI (PARTE II)
- 30. VISITARE NAPOLI (PARTE III)
- CONCLUSIONI
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