Oggi, anche i Comuni e le loro aziende Partecipate operano sempre più in mercati meno protetti e garantiti. Essi sono, dunque, chiamati a modificare la loro cultura e i loro comportamenti nei confronti dei fruitori (da ora in poi useremo il più appropriato termine "clienti"), del personale interno, dei fornitori e degli enti privati e pubblici esterni. Di conseguenza è necessario che gli enti e le loro Partecipate adeguino il loro modo di fare, passando dalla fornitura indifferenziata di prodotto e servizi (da ora utilizzeremo, per semplificazione, il temine "servizi") ai processi di fornitura basati sulla metodologia del Marketing (Marketing oriented). Ciò significa che i Comuni e le loro imprese Partecipate devono essere in grado di analizzare, comprendere e soddisfare i bisogni e le esigenze dei loro clienti, tenendo sotto controllo i costi.

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Il Marketing negli enti locali e nelle loro Partecipate
La qualità dei servizi diretti e indiretti forniti ai clienti dei Comuni
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Il Marketing negli enti locali e nelle loro Partecipate
La qualità dei servizi diretti e indiretti forniti ai clienti dei Comuni
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Information
CAPITOLO 1
Il concetto di Marketing nei Comuni italiani
Premessa
I vertici politici e i dirigenti
dei Comuni si stanno ormai rendendo conto dell’importanza
strategica che ricoprono la filosofia e l’azione di Marketing per
la crescita dell’efficienza e dell’efficacia delle attività
dell’ente che dirigono. Resistono al Marketing solo politici e
manager tradizionalisti che vedono nel Marketing uno strumento
valido solo per le organizzazioni private strettamente economiche
che puntano tutto sulle promozioni commerciali e sulle vendite di
prodotti e servizi. Nella quotidianità, costoro pongono in modo
ricorrente e ossessivo alcune domande:
- che cos’è il Marketing?
- perché i politici e i dirigenti
dei Comuni dovrebbero interessarsene?
- dal punto di vista etico è
accettabile che i vertici del Comune adottino la filosofia e la
pratica del Marketing?
- nell’eventualità, come
potrebbero, i vertici dei Comuni, impossessarsi dei concetti
fondamentali del Marketing?
Il Marketing nei Comuni italiani
Ogni organizzazione (e, quindi,
anche i Comuni lo sono) è un insieme di persone immobili e terreni,
attrezzature, macchinari e fonti finanziarie, alle quali si
abbinano gli asset intangibili (immagine del marchio, credibilità
di mercato, clienti e fornitori) le quali hanno come obiettivo
principale la sopravvivenza e la crescita. Quindi il Comune, come
ogni altra organizzazione, ha come obiettivi principali:
- attrarre le risorse necessarie al
suo funzionamento;
- convertire le risorse ottenute in
servizi da offrire ai clienti;
- distribuire i servizi ai propri
clienti.
Quindi un Comune efficiente - nello
svolgimento dei suoi compiti istituzionali - si affida allo scambio
di valori con i propri clienti, ovvero offre incentivi che li
inducano il pagamento di tasse e contributi. Proprio per questa
ragione l’addetto di Marketing del Comune deve, innanzitutto,
comprendere:
- i bisogni dei clienti ai quali
fornire i servizi prodotti dall’ente;
- pianificare la realizzazione di
servizi che soddisfino questi bisogni dei clienti;
- condurre scambi efficaci e
soddisfacenti per entrambi i contraenti.
Perché i vertici dei Comuni italiani dovrebbero
interessarsi al Marketing?
I Comuni italiani (come tutti gli
altri) operano su diversi mercati e utilizzano allo scopo specifici
principi che, nel loro insieme, danno forma e contenuto alle azioni
di Marketing. Quindi è inutile chiederci se i nostri Comuni debbano
o meno utilizzare la filosofia e la pratica del Marketing, ma
quanta attenzione essi devono porre loro.
C’è una ragione plausibile che
dovrebbe indurre i vertici dei nostri Comuni a adottare i principi
e le azioni di Marketing? Il motivo principale per cui i Comuni
devono darsi un’impronta mercatistica è che i principi di Marketing
danno loro l’opportunità di raggiungere in modo più efficace e meno
costoso i loro obiettivi. Lo conferma l’esperienza: il Marketing
non è, per i Comuni, uno sperpero di danaro pubblico. Certo, non
c’è dobbiamo che qualsiasi organizzazione pubblica (e privata), per
sopravvivere e crescere deve tenere sotto controllo le sue spese.
In particolar modo, se teniamo conto che gli enti locali sono
dotati di fonti finanziarie limitate e devono, rendicontare quanto
e come hanno speso per le uscite ordinarie e straordinarie.
Il Marketing dei Comuni e la manipolazione della
domanda
Circola, negli ambienti più tradizionalisti una critica la quale
sostiene che il Marketing dei Comuni serva solo a manipolare i loro
mercati-obiettivo. Se così fosse, i vertici politici e
dirigenziali, nel momento in cui danno avvio al loro programma di
Marketing dovrebbero muoversi con la dovuta cautela. L’esperienza
ci dice che un buon numero di Comuni italiani sono in grado di
perseguire pubblici vantaggi anziché perdite onerose. Tuttavia, è
bene rilevare che ce ne sono altri che, invece, che manipolano i
dati amministrativi e contabili.
CAPITOLO 2
I pubblici, i mercati e lo scambio
Il
Marketing è certamente una filosofia e una prassi utile per ogni
Comune, ma ciò non significa che gli enti locali abbiano gli stessi
problemi mercatistici e utilizzino i medesimi comportamenti di
Marketing. Al contrario, l’esperienza ci dice che nei diversi
Comuni le strategie di Marketing variano al variare delle modalità
di scambio che caratterizzano le relazioni tra gli enti locali e i
loro clienti. Il responsabile del Marketing è, dunque, interessato
a comprendere quali siano le ragioni che determinano le positive
transazioni tra il Comune (fornitore dei servizi) e i suoi
clienti).
Al fine di individuare e
comprendere la natura dei problemi mercatistici che si pongono di
fronte al Comune è opportuno chiarire anticipatamente tre concetti
fondamentali:
- il pubblico;
- il mercato;
- lo scambio.
Solo così potremo poi classificare
i diversi Comuni inseriti nel quadro mercatistico.
Il pubblico
Si
sostiene spesso che ogni Comune opera in funzione dei suoi
differenti pubblici di riferimento. Ma cosa intendiamo con il
termine
pubblici
?
Sintetizzando potremmo dire che essi sono l’insieme di un gruppo
specifico di individui o organizzazioni interessato ad avere un
contatto (reale o potenziale) con altri individui o gruppi.

Il nostro suggerimento è di tenere
presente che è sempre opportuno individuare tutti i differenti
pubblici di un Comune, affinché sia più semplice rendere evidenti
le relazioni che intercorrono con di essi.
A questo punto, è opportuno
specificare che il Comune è da intendersi come apparato in grado di
trasformare le risorse in suo possesso. Ciò avviene in quanto il
suo personale riceve i fattori produttivi necessari trasformandoli
poi in servizi conformi alla domanda dei clienti. È poi necessario
che il responsabile Marketing del Comune osservi con attenzione i
suoi diversi pubblici, ponendo attenzione, in primo luogo, a coloro
che gli forniscono le principali risorse (tempo e denaro). E, tra
questi, i massimi sostenitori dell’ente locale non possono mancare
i dipendenti, gli imprenditori locali e i cosiddetti
pubblici regolatori, ovvero gli organismi statali e i
centri di orientamento.
Come abbiamo detto in precedenza, I
fattori produttivi forniti dall’esterno vengono poi trasformati dal
personale direttivo ed operativo. Successivamente I servizi
prodotti dal Comune andranno consegnati ai pubblici fruitori.
Per pubblici fruitori intendiamo
due gruppi specifici e distinti:
- i consumatori diretti dei servizi
forniti dal Comune, ovvero i cittadini e le imprese;
- i fornitori indiretti dei servizi
del Comune (pubblici generici), i quali comprendono l’intera massa
dei pubblici locali.
I pubblici e il loro coinvolgimento nei Comuni
I diversi pubblici non hanno la
stessa importanza per il Comune. I politici e i manager che
studiano e controllano la produzione dei servizi e i cittadini che
li richiedono sono pubblici di primaria importanza, mentre gli
impiegati e gli operai comunali poco professionalizzati sono
pubblici meno rilevanti.
Il Comune - dal punto di vista
dell’interesse provato verso il fruitore - ha a che fare con almeno
tre tipi di pubblici:
-
reciproco (c’è l’interesse reciproco del Comune e
dei pubblici, ovvero dei cittadini e delle imprese);
-
ricercato (interessato ai servizi del Comune ma da
questo non debitamente considerato, in quanto, per esempio, si
tratta di cittadino non contribuente);
-
sgradito (interessato ai servizi offerti dal
Comune ma da questo non considerato perché si tratta di persone che
vanificano, senza motivo, l’attività del Comune.
Relazioni tra pubblici diversi
Dobbiamo ricordare che i diversi
pubblici sono in relazione con il Comune ma anche tra loro. Non è
escluso, dunque, che ogni singolo pubblico possa avere un
significativo impatto sui comportamenti degli altri pubblici che
entrano in relazione con il Comune. Prendiamo il caso di cittadini
che sono molto soddisfatti dei servizi forniti dagli uffici
comunali. La loro soddisfazione influenzerà i propri congiunti e
conoscenti, i quali, a loro volta, potrebbero confermare o,
addirittura, migliorare il giudizio nei confronti dei servizi
forniti dal Comune. Inoltre, la soddisfazione dei cittadini
potrebbe stimolare e motivare i vertici politici, i dirigenti, i
quadri intermedi e il personale operativo del Comune. Ricordiamo,
inoltre, che la soddisfazione dei fruitori dei servizi del Comune
potrà influenzare i comportamenti degli altri pubblici.
Per ogni Comune, al fine di
accrescere la soddisfazione dei bisogni dei diversi pubblici, è
importante impostare rapporti produttivi soddisfacenti. Come
abbiamo più volte rilevato, i Comuni hanno il compito di valutare
quali siano i benefici reali che forniscono a ogni loro e quali
compensi ricevono da loro. Del resto, è evidente che curare con la
massima attenzione il beneficio che il Comune fornisce a ogni suo
pubblico è la premessa per trasformarli in mercati aggiuntivi.
Il mercato
Ogni Comune che abbia necessità
d’introiettare risorse ha la possibilità di adottare differenti
opzioni, tra le quali lo scambio è la più importante. Tant’è che,
diversamente da altre unità organizzative, l’azione di Marketing
del Comune punta l’attenzione esclusivamente sugli scambi tra
servizi forniti e compensi ricevuti.
È, quindi, opportuno ricordare che
lo scambio si ha solo a due condizioni:
- che entrino in relazione due
interlocutori (il fornitore e il cliente al quale è destinato il
servizio);
- che ognuna delle due parti sia in
possesso di qualcosa che ha valore per il proprio
interlocutore.
A questo punto, è opportuno non
dimenticare l’assunto generale, ovvero il valore. Esso è infatti
determinato dal bisogno del cliente di possedere quel servizio. Del
resto, il bisogno in quanto tale altro non è se non una mancanza
avvertita dal cliente. A sua volta, il bisogno provoca uno stato di
disagio che spinge il cliente ad acquistare. È, perciò, opportuno
che ogni qual volta si dà origine uno scambio il cliente e il
Comune sappiano precisamente cosa ciascuno di loro offre e riceve
dall’altro.
CAPITOLO 3
Il Comune orientato ai bisogni del cliente
Dopo decenni di scetticismo oggi anche molti Comuni sono dell’avviso che l’azione di Marketing è un’attività che migliora la loro efficacia nell’acquisizione di risorse e nell’aumentare i clienti. Tuttavia, molti di essi - sbagliando - ritengono che si possano ottenere questi risultati limitandosi a dotarsi di piccoli gruppi di lavoro addetti alla pianificazione e alla realizzazione delle azioni di Marketing. Inoltre, molti tra essi sono ancora convinti che la funzione Marketing possa essere attivata e resa operante senza intervenire adeguatamente sull’insieme della loro organizzazione. In sintesi, essi ritengono che per migliorare la loro efficacia operativa e la loro efficienza di mercato sia sufficiente produrre gli stessi servizi di sempre, offrendoli ai medesimi fruitori, in quanto, secondo la loro visione, la funzione Marketing si limita a promuovere e distribuire quel che già l’ente produce.
Ma non è così. Perché, affinché il Marketing esprima tutte le sue potenzialità, è necessario che il Comune rinnovi completamente la propria cultura, la propria organizzazione e il proprio modo di operare. Solo così, il Marketing può indurre il Comune ad assumere nuovi comportamenti verso i suoi clienti. È, dunque, necessario che il Comune abbia piena consapevolezza del percorso che deve intraprendere al fine di migliorare i rapporti con i suoi clienti e, in generale, i suoi pubblici di riferimento. Ovvero, esso deve essere in grado di capire com’è percepito dai clienti il suo stile di relazione.
Al fine di favorire l’individuazione delle tappe del percorso che conduce il Comune al successo nelle relazioni mercatistiche è bene ricordare che ogni ente locale ha un suo stile che lo contraddistingue:
- burocratico;
- casualmente sensibile ai bisogni dei suoi clienti;
- altamente sensibile ai bisogni dei suoi clienti;
- pienamente sensibile ai bisogni dei suoi fruitori.
Vediamoli nel dettaglio.
Lo stile burocratico
Il Comune che forn...
Table of contents
- Copertina
- IL MARKETING NEGLI ENTI LOCALI E NELLE LORO PARTECIPATE
- Indice
- Intro
- INTRODUZIONE
- CAPITOLO 1
- CAPITOLO 2
- CAPITOLO 3
- CAPITOLO 4
- CAPITOLO 5
- CAPITOLO 6
- CAPITOLO 7
- CAPITOLO 8
- CAPITOLO 9
- CAPITOLO 10
- CAPITOLO 11
- CAPITOLO 12
- CAPITOLO 13
- CAPITOLO 14
- BIBLIOGRAFIA
- Ringraziamenti
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