Un'altra fine del mondo è possibile
eBook - ePub

Un'altra fine del mondo è possibile

Vivere il collasso (e non solo sopravvivere)

  1. 264 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Un'altra fine del mondo è possibile

Vivere il collasso (e non solo sopravvivere)

Informazioni su questo libro

La situazione critica in cui si trova il pianeta è ormai chiara: i cambiamenti a cui stiamo assistendo a ogni livello (economico, sociale, ambientale) lasciano prefigurare un mondo diverso da come lo conosciamo. Facile quindi lasciarsi attrarre da immaginari distopici e catastrofisti. Ma deve per forza andare così? Dobbiamo davvero accontentarci di sopravvivere e lasciarci sopraffare da questo diluvio di cattive notizie? Servigne, Stevens e Chapelle dimostrano in questo libro che la consapevolezza del crollo della società termoindustriale non esclude la possibilità di proiettare lo sguardo oltre l'orizzonte cupo che ci attende, e indicano un cambiamento di rotta non solo credibile ma necessario.

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Informazioni

Editore
Treccani
Anno
2020
Print ISBN
9788812008278
eBook ISBN
9788812008216
Categoria
Ecologia

POSTFAZIONE

Ho appena terminato questo libro, proprio come voi. E questo mi lascia con molte emozioni, pensieri, impressioni…
Paradossalmente, dopo la lettura, mi sento un po’ più in pace. La prospettiva di un collasso ecologico, anche se già parzialmente in corso, anche se si tratta di un processo graduale e non di un’apocalisse improvvisa, è fonte di continua angoscia dopo la lettura, nel 2012, dello studio che mi ha spinto a scrivere il film Domani.1 Questa prospettiva è anche fonte di creatività e azione, ma mi mantiene in uno stato di profonda inquietudine. Tuttavia, leggendo questo libro, mi sembra che una forma di accettazione si stia facendo strada in me. È già troppo tardi per tornare alla normalità, almeno in termini di piano climatico. Siamo in tanti a pensarlo da diversi anni, ma mentre scrivo queste righe, un contingente di scienziati comincia a uscire dalla sua riserva per suggerirlo o addirittura confermarlo. Tra questi, il team internazionale che il 6 agosto 2018 ha pubblicato un nuovo rapporto negli Atti dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti,2 che ha evidenziato i cicli continui che si verificherebbero anche se potessimo limitare il riscaldamento a +2 °C (siamo già a più di un grado). Essi causerebbero fenomeni – compreso il rilascio di metano intrappolato sotto il permafrost dell’Artico e della Siberia – che ci porterebbero tranquillamente a 4-5 gradi di riscaldamento globale prima della fine del secolo. Con le spaventose conseguenze che ben conosciamo.
Perché mai, vi chiederete, una simile prospettiva mi renderebbe meno ansioso? Perché, come spiega questo libro, è un sollievo guardare in faccia la realtà, per smettere di navigare tra la vaga speranza che potremmo – non si sa per quale miracolo – stabilizzare la situazione e la diffusa sensazione che questa speranza poggia su una duna di sabbia bagnata. Quando la situazione è chiara, lo è altrettanto la risposta che possiamo fornire.
Quale sarà la natura di questa risposta? Complessa, come hanno spiegato i nostri tre moschettieri della collassologia, soprattutto nella sua attuazione.
Stiamo certamente per entrare, volenti o nolenti e non senza fragore, in una nuova era dell’umanità (e senza dubbio del sistema-Terra) che ci obbligherà a sviluppare una nuova consapevolezza di noi stessi, del mondo che ci circonda e del rapporto tra i due. Ora siamo una specie adolescente che esplora i propri limiti e che, come ogni adolescente, può spingersi fino a mettere in pericolo la propria esistenza per farsi un’idea chiara dei confini da non superare. A quindici anni, sono entrato in coma etilico dopo un centinaio di shot di vodka, gin, whiskey e altri di Baileys o Curaçao. Mi hanno dovuto togliere a forza la bottiglia (prendendomi a pugni) per fermarmi e far calmare il mio corpo e la mia mente. Questo è più o meno quello che stiamo facendo con il petrolio, il gas e il denaro: ci ubriachiamo a morte per vedere fino a dove possiamo arrivare. Spingiamo il nostro impulso morboso al limite, alla ricerca della demarcazione tra esultanza, godimento sfrenato e morte. E alcuni giorni ci diciamo che dovremo costringerci a uscire da questa dipendenza terribilmente potente dalle risorse fossili e dal comfort. Perché anche se ormai ne conosciamo il limite, questa conoscenza teorica non è sufficiente a fermarci. Dobbiamo trasformarla in coscienza. Una coscienza nuova.
Ritengo che avremo successo quando riusciremo a rispondere collettivamente a una domanda: A cosa serve la specie umana tra tutte le altre specie? Qual è il suo ruolo nella catena della vita? Gli scienziati che studiano gli ecosistemi evidenziano l’interdipendenza di organismi minerali, piante, animali, microbi… Tutti hanno un ruolo da svolgere nel creare e mantenere una forma di equilibrio dinamico. Solo noi, come specie, abbiamo trovato il modo di rompere questo bellissimo meccanismo, per il nostro beneficio immediato. Se facciamo un bilancio di ciò che la nostra specie ha portato al regno animale e vegetale, penderà certamente verso la distruzione. Tanto che ora stiamo mettendo a repentaglio la nostra stessa sopravvivenza. Eppure siamo parte integrante del mondo vivente, è un dato di fatto. Quindi dovremmo avere uno spartito da suonare. Non posso credere che esistiamo solo per distruggere e scomparire. Siamo una specie molto particolare: mammiferi dotati di coscienza e linguaggio che, grazie a queste qualità, sono in grado di coinvolgere milioni di individui facendoli collaborare per realizzare delle prodezze....

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Colophon
  4. Prefazione
  5. UN’ALTRA FINE DEL MONDO È POSSIBILE
  6. INTRODUZIONE. IMPARARE A CON-VIVERE
  7. PRIMA PARTE. RIALZARSI
  8. SECONDA PARTE. GUARDARE CON OCCHI DIVERSI
  9. TERZA PARTE. COLLASSOSOFIA
  10. CONCLUSIONE. APOCALISSE O HAPPY COLLAPSE?
  11. POSTFAZIONE
  12. RINGRAZIAMENTI